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21 luglio 2023

Servizi pubblici, il gas di Estra entra nella Multiutility (grazie a Macrì)

Stretto un patto di sindacato tra Coingas Arezzo e Alia per il controllo della società energetica che fattura 1,8 miliardi e ora sarà consolidata.

Silvia Pieraccini

Il ritorno di Francesco Macrì (Fratelli d’Italia) alla presidenza della società pubblica di distribuzione e vendita del gas Estra, avvenuto nei giorni scorsi, porta in dote il patto di sindacato tra Coingas Arezzo (di cui Macrì è espressione), che detiene il 25% della stessa Estra, e Alia-Multiutility, embrione della nascente società dei servizi pubblici toscani fortemente voluta dal Pd, che detiene il 39,5% di Estra.

Il patto di sindacato porta il controllo societario

L’effetto dell’accordo Alia-Multiutility con Coingas, secondo quanto annunciato in un comunicato, sarà il controllo di Estra, grazie al fatto di detenere, insieme, il 64,5% (39,5%+25%): “Il patto consente ad Alia di esercitare il controllo societario di uno dei primi dieci gruppi industriali per vendita di gas e luce, distribuzione gas e gpl, efficientamento energetico e rinnovabili, connettività in fibra e attività nel ciclo ambientale”. Estra nel 2022 ha incrementato i ricavi per effetto dell’aumento del prezzo del gas (1,8 miliardi di euro, +68% sul 2021) ma ha dimezzato l’utile netto (sceso da 28,6 a 14,1 milioni).

La conseguenza strategica è il consolidamento di bilancio

Il controllo di Estra significherà anche la possibilità per Alia-Multiutility – secondo quanto confermato dalla stessa società a t24 – di consolidare in bilancio il gruppo del gas, dando così gambe e sostanza all’aggregazione dei servizi pubblici toscani che per adesso comprende solo Alia (rifiuti), mentre Publiacqua (di cui Alia-Multiutility detiene il 60%) non è consolidata perché la governance è in mano al socio al 40% Acea fino alla scadenza della concessione, a fine 2024.

Il dialogo con Siena non ha portato risultati

La mossa di Coingas Arezzo di allearsi con Alia-Multiutility, che ha sullo sfondo l’alleanza politica tra una parte del centrodestra e una parte del Pd promotore della Multiutility, “spiazza” e surclassa gli altri due soci di Estra, Intesa Siena (ha il 25%) e Viva Energia Ancona (ha il 10%), che a questo punto avranno più poca voce in capitolo. Prima di Arezzo, Alia-Multiutility aveva tentato di fare l’accordo con Siena per il controllo di Estra, ma 18 mesi di discussione non hanno portato alcun risultato. L’unica porta aperta che rimaneva per mandare avanti il progetto – è stato il ragionamento di Alia – era quella aretina.


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Silvia Pieraccini

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