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Territorio

26 settembre 2023

Rigassificatore via da Piombino? In Liguria si mobilita il fronte del No

Ma il Consiglio regionale boccia una mozione contro la Golar Tundra: Toti va avanti e chiede compensazioni al Governo.

Leonardo Testai

Dalla Toscana alla Liguria, da Piombino a Vado Ligure (Savona), la collocazione del rigassificatore di Snam torna oggetto di proteste. Ma se in Toscana era soprattutto un sindaco di centrodestra – il piombinese Francesco Ferrari – a opporsi al progetto, in Liguria è il governatore espresso dalla stessa coalizione, Giovanni Toti, a battersi per portare la Golar Tundra nel proprio territorio, dopo i tre anni in cui la nave opererà nel porto di Piombino. Invariata invece la contrarietà di comitati e associazioni ambientaliste, da qualche tempo impegnate nella protesta.

Una protesta che è arrivata fino a Genova, con alcune centinaia i manifestanti davanti all’ingresso del Consiglio regionale, che hanno poi organizzato una catena umana in piazza De Ferrari davanti alla sede della Regione. Ma la risoluzione presentata dall’opposizione in Consiglio regionale, che avrebbe impegnato la Giunta Toti a esprimere al Governo la contrarietà al progetto di ricollocazione della nave rigassificatrice Golar Tundra da Piombino a Vado Ligure, è stata bocciata con 19 voti contrari, l’intero centrodestra, e solo 12 favorevoli, ossia l’intero centrosinistra più il M5s.

“Golar Tundra a Vado? E’ solo una scelta politica”

“Non esiste alcuna motivazione tecnica per lo spostamento della nave Golar Tundra da Piombino a Savona, verrà spostata per una mera scelta politica di Toti”, accusa il consigliere regionale del Pd Roberto Arboscello. Ma il governatore tira dritto: “Mi sento accompagnato da milioni di cittadini italiani che pagano le bollette – sostiene Toti – e da chi protesta contro il caro bollette, perché i Governi che ci hanno preceduto non hanno avuto la lungimiranza di mettere in sicurezza energetica il Paese”.

Sul caso scende in campo anche il leader di Azione, Carlo Calenda, finito sotto tiro dopo che il suo consigliere regionale ligure (Sergio Rossetti) ha votato contro il rigassificatore: “La realtà – afferma – è che la Meloni vuole favorire il suo sindaco (di Piombino) e Toti vuole il terzo mandato. Siamo favorevoli a fare un rigassificatore a Vado se serve. Anzi ho dichiarato che sono pronto ad andare a spiegarlo ai cittadini di Vado come fatto a Piombino. Non siamo favorevoli a spostarlo da Piombino a Vado per ragioni politiche”.

La Regione vuole un “Memorandum Vado” col Governo

Il Consiglio regionale della Liguria ha anche approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta “a far sì che il Governo si faccia parte attiva per individuare adeguate risorse per la realizzazione di opere di accompagnamento destinate a infrastrutture e progetti di valorizzazione, sviluppo e rilancio del territorio savonese per tutte le comunità coinvolte dal progetto del rigassificatore”. Una versione ‘al pesto’ del Memorandum Piombino proposto – fin qui senza risultati apprezzabili – dal commissario-governatore toscano Eugenio Giani, come compensazione per il rigassificatore. Ritirata, invece, la proposta di odg della Lega che avrebbe impegnato la Giunta Toti a chiedere al Governo un miliardo di euro di opere compensative.

Come detto, le associazioni ambientaliste rimangono contrarie all’opera, sostenendo come il rigassificatore – grazie al quale l’estate ha portato dati record di stoccaggio – in realtà non sia necessario alla sicurezza energetica dell’Italia. “Il nostro Paese – afferma il Wwf – ha già una conclamata ridondanza di capacità di approvvigionamento gas: oltre 83 miliardi di metri cubi all’anno, senza fare ricorso al gas russo, a fronte di consumi che sono in costante calo (da 76,4 miliardi di metri cubi nel 2021 si è scesi a 68,7 miliardi di metri cubi nel 2022, pari a circa 7,7 miliardi di metri cubi in meno). Inoltre, il progressivo sviluppo delle fonti rinnovabili ci permetterà nel 2030 di fare a meno di altri 20 miliardi di metri cubi di gas”.

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Leonardo Testai

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