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25 novembre 2022

Rigassificatore di Piombino, ora lo scontro è Comune-Governo

Il ministro Pichetto Fratin annuncia l’opposizione al Tar. Nel ricorso i tecnici scrivono che la nave non può operare in sicurezza.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente

Secondo il Governo, il rigassificatore di Piombino è essenziale per la sicurezza energetica del Paese. Per il Comune, è impossibile che la nave Golar Tundra possa operare in sicurezza nei tempi previsti. Il campo di battaglia sarà il Tar del Lazio, dove il Comune di Piombino ha depositato il suo ricorso (con richiesta cautelare di sospensiva) contro l’autorizzazione all’installazione del rigassificatore, che ha preceduto l’analoga autorizzazione per il rigassificatore di Ravenna, secondo il disegno perseguito dal governo Draghi, e che il governo Meloni sta continuando a perseguire.

“Senza Piombino stoccaggi a rischio per l’inverno 2023-24”

“Ci opporremo al ricorso del Comune di Piombino sul rigassificatore” ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, all’indomani dell’annuncio. “Avrei preferito – ha affermato – che il Comune non avesse depositato il ricorso al Tar. E’ un diritto legittimo, ma credo che l’iter sia stato corretto, e che il Tar ci darà ragione”. Senza il nuovo rigassificatore, ha osservato il ministro, “la questione seria non sarebbe per Piombino, sarebbe per l’Italia. Avere 4-5 miliardi di metri cubi di gas in meno vorrebbe dire non riempire gli stoccaggi per l’inverno”.

La posizione di Pichetto Fratin è stata sposata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che da commissario governativo ha firmato l’autorizzazione oggetto del ricorso. “Anche noi faremo le nostre memorie – ha detto – per costituirci in giudizio a tutela di un atto che è stato fortemente partecipato: tre riunioni della conferenza dei servizi, 35 enti sentiti, si è preso nota di più di 70 pareri, giudizi e indicazioni. Di fronte a un processo partecipativo così forte io non capisco perché si debba far ricorso al Tar, comunque noi ci costituiremo”. Avendo anch’essa ricevuto la notifica del ricorso, Snam fa sapere che sta studiando gli argomenti e predisporrà a sua volta una memoria.

Per il Comune la nave non può operare in sicurezza

Nel ricorso al Tar, firmato dagli avvocati Michele Greco e Michele Lioi, il Comune sostiene la “manifesta inidoneità della nave di Snam, dal punto di vista strutturale, ad operare in sicurezza nel porto”, e la necessità di un dragaggio del fondale dello specchio d’acqua antistante “per centinaia di migliaia di metri cubi”, cosa che secondo i tecnici incaricati dal Comune rende “semplicemente impossibile” l’ipotesi di messa in funzione del rigassificatore nel marzo 2023, “pena l’inoperatività della banchina nord”.

Non solo: secondo i tecnici, poiché la Golar Tundra è dotata di “serbatoi per il gas naturale liquido ‘a membrana’, non adatti alla navigazione quando si trovano in condizioni di parziale riempimento”, il rigassificatore non è “in grado di rispettare la principale condizione che è stata posta dalla Capitaneria, e cioè di disancorare in caso di necessità, allontanandosi dall’area del porto”, cosa che “mette a rischio l’intera città di Piombino”. Il Comune contesta inoltre la “violazione della normativa in materia di valutazione di impatto sanitario e bonifica dei siti inquinati”, e il “vizio di eccesso di potere per manifesto travisamento dei presupposti di fatto, dal momento che le circostanze che sono state poste a fondamento dell’intero procedimento commissariale si sono rivelate manifestamente infondate”, in primo luogo “l’asserita idoneità del porto ad accogliere il rigassificatore”.

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