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18 settembre 2023

Multiutility, il Pd (coi sindaci allineati) stoppa l’opzione Borsa

Dopo la levata di scudi di sindacati e sinistra, il partito mette nero su bianco la “scelta condivisa” di una pausa di riflessione.

Leonardo Testai

Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd

Proprio quando il centrodestra cominciava ad aprire – con sfumature differenziate – allo sbarco in Borsa della Multiutility Toscana in via di formazione, sono adesso i tre sindaci Pd che hanno promosso il progetto – Dario Nardella, Matteo Biffoni e Brenda Barnini – a dichiarare lo stop. Anche se l’input arriva, con tutta evidenza, dal vertice del Partito Democratico regionale: la “scelta condivisa” decisa in una riunione sul tema con i sindaci e la nomenklatura Dem toscana, è quella di “sospendere la procedura per la quotazione in Borsa”, e “approfondire” dunque “il tema del finanziamento con le varie ipotesi sul tavolo, verificandone puntualmente la fattibilità sulla base del piano industriale e degli investimenti previsti”.

“Ambiente e lavoro sono aspetti da approfondire”

L’obiettivo è “arrivare alla soluzione migliore, qualsiasi essa sia”, secondo il partito, che ribadisce al contempo “la necessità di andare avanti con il progetto di Multiutility, strumento indispensabile per migliorare qualità ed efficienza dei servizi pubblici locali alle cittadine e ai cittadini”, confermando quindi le ragioni alla base dell’aggregazione. “Siamo soddisfatti – ha affermato Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd – dell’esito della riunione di oggi. Il progetto va avanti con convinzione. La questione del finanziamento è importante. Ma ci sono tanti altri aspetti da approfondire, ad esempio quelli ambientali e del lavoro”.

Non si può dire che la decisione del Pd fosse imprevedibile: Fossi aveva parlato esplicitamente di alternative alla Borsa per la Multiutility già all’indomani della sua vittoria alle primarie del febbraio scorso per la segreteria regionale toscana. Ma anche gli scenari politici in prospettiva 2024 – con il delicato e incerto rinnovo delle amministrazioni comunali proprio a Firenze, Prato ed Empoli, dove i tre sindaci uscenti sono giunti a fine secondo mandato e dunque non sono ricandidabili – hanno verosimilmente influenzato tempi e modi della presa di posizione Dem.

Pas d’ennemis à gauche per il 2024

Una presa di posizione che arriva dopo le proteste dei comitati, la levata di scudi di Cgil e Uil, le cannonate giunte dal Movimento 5 Stelle e dall’ala sinistra del campo progressista: un fuoco amico che proviene da un mondo con cui il nuovo Pd “schleiniano” di Fossi cerca di costruire un’alleanza privilegiata. Ultimo colpo, la richiesta di nessuna “fuga in avanti” da parte del Patto dei Comuni anti-Borsa, guidati dal sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. Una richiesta in risposta alla lettera datata 27 luglio con la quale Alia chiedeva ai comuni il via libera per costituire una nuova società, denominata ‘HoldCo’, che “dovrà svolgere il ruolo di cassaforte delle azioni di Alia detenute dai soci pubblici, anche in vista dell’eventuale quotazione di queste ultime su un mercato regolamentato”.

Da qui la scelta dei Dem, che citano “le richieste arrivate da forze civiche, politiche e sociali, oltre che da molte voci all’interno del Pd”. Ed è immediata la soddisfazione del segretario regionale di Sinistra Italiana Dario Danti, che apre la partita del 2024. “Ora occorre passare dalle parole ai fatti – sostiene -, a partire dai programmi delle prossime elezioni amministrative. Seguiremo con grande interesse l’evoluzione del dibattito all’interno del Pd, con l’obiettivo di consolidare questa posizione all’interno di tutto il centrosinistra: occorre archiviare definitivamente e rapidamente la quotazione in Borsa e riaffermare con nettezza il ruolo pubblico nel governo dei beni comuni”.

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Leonardo Testai

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