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Territorio

27 febbraio 2023

Dalla Multiutility alle infrastrutture, Fossi svolta a sinistra

Il neosegretario regionale del Pd annuncia di voler lavorare per ridurre le disuguaglianze territoriali in Toscana.

Leonardo Testai

Dalla Multiutility (“vediamo che alternative ci sono alla quotazione in Borsa”) alle infrastrutture (“serve una discussione vera sugli aeroporti”), da una Toscana meno fiorentinocentrica a un governo regionale più attento a ridurre le disuguaglianze territoriali. E’ il nuovo Pd di Emiliano Fossi, l’ex sindaco di Campi Bisenzio portabandiera della mozione Schlein, che ha vinto il confronto a due con l’ex assessora lucchese Valentina Mercanti per la segreteria regionale del primo partito in Toscana, architrave della giunta regionale di Eugenio Giani e di tante giunte comunali.

Parola d’ordine: meno disuguaglianze territoriali

“Toscana a due velocità? Ne ha almeno tre, e forse anche di più”, ha risposto Fossi nel corso della sua prima conferenza stampa da leader del Pd regionale. “C’è la Toscana centrale, c’è la costa, con delle differenze tra nord e sud, e ci sono le aree interne che rappresentano uno dei grandi temi alla nostra attenzione. Attenuare le disuguaglianze territoriali è una delle priorità che il Pd e la Regione Toscana si devono dare da qui ai prossimi anni”.

E’ una questione che, ammette il neosegretario Pd, “non si risolve in un secondo, ma se hai una visione politica devi provare ad attenuare quelle differenze utilizzando gli strumenti che la Regione ha a disposizione: non solo col Pnrr, che talvolta rischia di diventare un ulteriore elemento che acuisce queste distanze, ma per esempio con il Piano regionale di sviluppo e gli altri strumenti di programmazione”. Ne consegue, secondo Fossi, che “torneremo a parlare di aeroporto, torneremo a parlare di Multiutility, ma torneremo a parlare anche di Pontremolese e di Tirrenica”, con la promessa di “una discussione approfondita” nel partito.

“Su Peretola teniamo insieme Nardella e Biffoni”

“Sull’aeroporto di Firenze – ha ricordato Fossi, contrario al vecchio Masterplan di Toscana Aeroporti – la mia posizione la conoscete. Ma faccio il segretario del Pd, conosco il punto di caduta trovato nell’arco del tempo per lo sviluppo di Pisa e Firenze. Serve una discussione vera sull’aeroporto, in cui tenere insieme le posizioni di Nardella e Biffoni, che la pensano in maniera diversa, e sono entrambi importanti nella dialettica nel Pd. Indipendentemente da cosa ho pensato in passato, mi farò carico di questo”.

Se sulle infrastrutture gli indirizzi sembrano più sfumati, relativamente alla Multiutility Toscana le parole del neosegretario aprono scenari diversi. “Ci siamo arrivati in ritardo, ma ci permette di difenderci rispetto agli appetiti di altri soggetti che già si sono inseriti in Toscana. Al tempo stesso penso che quel processo, se fosse stato seguito politicamente in maniera più adeguata, avrebbe generato meno conflittualità fra la Toscana centrale e il resto della Toscana, con un sentimento antifiorentino che dobbiamo cercare di superare. Poi discuteremo di come si finanzia la Multiutility, cosa significa la quotazione in Borsa e che alternative ci sono”.

Da Nardella a Giani, la “caduta degli dei” nel Pd regionale

L’elezione di Fossi, sulla scia della vittoria a sorpresa di Elly Schlein alle primarie nazionali, è un terremoto per il partito toscano. Sostenitore di Matteo Renzi alle primarie Pd del 2013, il neosegretario regionale incarna oggi la discontinuità con l’era del Rottamatore, la cui onda lunga ha portato alla guida del partito toscano prima Dario Parrini e poi Simona Bonafè. Ma anche la discontinuità con il gotha del Pd regionale: dalla stessa Bonafè a Giani, dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo al sindaco di Firenze Dario Nardella, che dopo aver cullato l’idea di una corsa in proprio per la segreteria nazionale ha agito in un ruolo da gregario per Stefano Bonaccini.

In parallelo, si rafforzano le posizioni di chi ha sostenuto Fossi nella sua candidatura: come l’assessora regionale all’economia circolare Monia Monni, in sintonia con l’istanza di “giustizia climatica” portata avanti da Schlein; ma anche l’assessora regionale al lavoro Alessandra Nardini, frontwoman degli orlandiani toscani; a Palazzo Vecchio, il nome emergente (anche per le primarie 2024) è quello dell’assessore comunale all’ambiente Andrea Giorgio.

La vittoria dell’ex sindaco di Campi, inoltre, riapre il tema delle alleanze: nessuna preclusione verso il Movimento 5 Stelle, tutto da capire il rapporto con Italia Viva di Renzi, che andrà a caccia dei riformisti – ex renziani compresi – in sofferenza con la nuova leadership regionale. I giochi sono invece già fatti per i 21 Comuni toscani che andranno al voto per le elezioni amministrative del 14 e 15 maggio prossimi, con tre capoluoghi di provincia al voto: Massa, Pisa e Siena. Nel 2017, il centrodestra fece tris: se il centrosinistra a trazione Pd riuscisse a strapparne almeno uno, sarebbe un risultato confortante per il nuovo partito di Fossi.

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Leonardo Testai

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