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Territorio

03 aprile 2023

Giani ottimista sul Pnrr, ma i Comuni temono per la manodopera

“Il 90% dei progetti a conclusione nel 2026”, dice il governatore. L’Anci nutre timori per una carenza di forza lavoro.

Pur con tutte le preoccupazioni a livello nazionale, per il Pnrr in Toscana “la situazione è buona, le cose qui stanno funzionando bene”, sostiene il presidente della Regione, Eugenio Giani, che ha fatto il suo punto periodico con la stampa. Dei 6,6 miliardi di euro di investimenti attivati in Toscana il contributo diretto dal Pnrr è di 5,6 miliardi (i restanti da altri fondi integrativi), per un un totale di 5.920 interventi sul territorio, articolati tra Comuni, Province, Enti di gestione delle acque, Asl e Università, Consorzi di bonifica, la Regione stessa.

Secondo Giani, “il Pnrr qui in Toscana non prevede grandi opere, ha un livello di caduta su vari comuni e territori, è molto articolato e questo è un bene. Sono al momento 6,6 miliardi che si rivolgono a piccole e medie opere”, e “il 90% dei progetti arriverà a conclusione nel 2026. Al momento vedo avviate in modo irreversibile poco più del 60% di queste opere, molti di questi iter sono in fase di progettazione e non poteva essere altrimenti, bisogna rispettare le leggi”. Nessun allarme neppure per lo stadio di Firenze – il cui bando di gara da 171,5 milioni è stato pubblicato a fine 2022 – cofinanziato con 55 milioni dal Pnrr, poi saliti a 70 milioni per l’aumento dei prezzi delle materie prime, nella linea ‘Piani integrati urbani’. In questi giorni il finanziamento è al centro di un braccio di ferro con la Commissione Ue che lo ha contestato perché non si tratterebbe di un progetto di rigenerazione urbana.

I timori dei Comuni: la manodopera basterà?

Dietro l’ottimismo di Giani, però, ci sono i timori dei Comuni toscani per la realizzazione concreta delle opere del Pnrr: “La volontà politica dei sindaci delle amministrazioni è arrivare fino in fondo”, ma “i numeri assoluti rivelano una grande fatica nel portare avanti tutte le procedure”, ha ammesso Simone Gheri, direttore generale di Anci Toscana, intervenendo a T24 Live. “Sono convinto che i Comuni alla fine ce la faranno – ha detto – ad arrivare in fondo alle loro procedure, ma c’è da trovare tutta ,la manodopera e tutte le imprese che facciano tutti questi lavori”.

Ora, ha spiegato Gheri, “si entra nella fase più calda, perché cominciano a essere fatte le gare, e quindi si vede anche se, com’è la mia preoccupazione, abbiamo tutte queste imprese”. Finora, ha detto, “le gare potevano andare deserte Perché i prezzi non erano adeguati, può darsi. Ora i prezzi sono tutti a posto”. I lavori, ha aggiunto Gheri, “partono dappertutto, quindi noi riusciamo a trovare i manovali, i carpentieri, gli imbianchini, gli idraulici, gli elettricisti di cui abbiamo bisogno? Io spero di sì. Prima venivano dal sud, ma ora anche al sud hanno lavori da fare.

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