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06 febbraio 2023

Pnrr, la Toscana ha l’ok per 6,2 miliardi di euro di opere

Quasi 5mila i progetti che hanno un titolo esecutivo di realizzazione. “Era meglio dare un ruolo forte alle Regioni”, sostiene Giani.

Prosegue l’implementazione del Pnrr in Toscana, regione nella quale ad oggi hanno un titolo esecutivo di realizzazione 4.983 progetti, che attivano 6,2 miliardi di euro di opere, di cui 5 miliardi costituiti da fondi europei, e i restanti 1,2 miliardi rappresentati da cofinanziamenti. Passi avanti, dunque, verso gli 8 miliardi di euro indicati dall’Irpet come condizione per ottenere, nell’arco di un decennio, un differenziale positivo per l’economia stimabile in 5,7 punti di Pil.

Lo stato attuale di approvazione dei progetti, spiega il presidente della Regione Eugenio Giani, “non è la fine del Pnrr, tutt’altro: ci sono tutta una serie di bandi che sono stati aperti o di cui si sta prefiggendo l’apertura. Quello che vediamo è un movimento che incomincia ad avere una sua consistenza. Ho già inaugurato nell’arco degli ultimi due mesi cinque Case della salute/Case di comunità. Ho inaugurato un ospedale di comunità. Vedo che in tante cose i progetti vanno avanti e si materializzano. il Pnrr in Toscana marcia”.

“Norme speciali? Era meglio dare un ruolo forte alle Regioni”

In altri casi, ha invece osservato Giani, c’è maggiore lentezza. “Le cose sarebbero funzionate molto meglio se avessero dato un ruolo più forte alle Regioni, e se avessero responsabilizzato le Regioni per la redazione dei bandi”, accusa il governatore, riprendendo un suo cavallo di battaglia, e sottolineando che “le norme speciali approvate non hanno comunque sbrogliato la matassa delle procedure particolarmente pesanti che si richiedono in Italia sia per le opere pubbliche, sia per la corrispondenza dei servizi, sia per quello che riguarda la definizione delle procedure che portano in essere i progetti che ci si propone”.

In ogni caso, ha detto Giani, “la Pubblica amministrazione è come un diesel: è molto più importante la fase di avanzamento delle procedure che quella materiale dei lavori”. Infatti, ha aggiunto il presidente, “solitamente, con la legislazione che esiste in Italia, e questa non l’hanno fatta certo le Regioni ma è il frutto di un combinato disposto fra le normative europee e quelle nazionali, per un’opera che può essere realizzata materialmente in un anno, si impiegano almeno quattro anni per arrivare a fare la fatidica posa della prima pietra. Quindi con una situazione di questo genere, quando io ho la certezza dell’atto che stanzia i soldi, so che potranno arrivare un anno prima o un anno dopo, ma le opere pubbliche arriveranno”.

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