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19 gennaio 2023

Gab (Holding Moda) inaugura una manifattura di borse a Campi Bisenzio

Investimento da 5 milioni. Si punta a raddoppiare fatturato e addetti. Debutta la filiera a ‘km 0’ con i subfornitori sotto lo stesso tetto.

Silvia Pieraccini

La nuova sede Gab a Campi Bisenzio (Firenze), nella zona industriale di Capalle

Non si fermano gli investimenti nel distretto fiorentino della pelletteria: dopo Fendi (che ha aperto uno stabilimento da 30mila mq a Bagno a Ripoli), Givenchy (che poche settimane fa ha aperto una manifattura di borse nell’ex fabbrica di Fendi a Ponte a Ema), Vuitton (che sta progettando uno stabilimento a Pontassieve), e dopo l’investimento di Tod’s appena annunciato dal Sole 24 Ore e da T24, ora tocca a un terzista che produce borse proprio per i grandi marchi.

Si tratta di Gab, pelletteria fondata nel 2009 a Calenzano (Firenze) da Simone Lenzi e Claudia Guidarelli, che nel 2021 è entrata a far parte del polo di terzisti Holding Moda, subholding della società di investimenti Hind, e che ora si allarga con obiettivi di forte crescita.

Debutta la filiera produttiva a ‘km 0’

Domani, venerdì 20 gennaio, Gab inaugurerà il nuovo stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze), frutto della riqualificazione di un’ex fabbrica tessile (la tintoria del Sole): per adesso occupa ottomila metri quadrati ma salirà a 19mila entro fine anno, quando saranno pronti gli altri due lotti. Uno servirà a ospitare otto dei 12 laboratori di subfornitura (che prenderanno gli spazi in affitto), così da poter ottimizzare tempi e logistica e avere una filiera tracciata e trasparente. “Per la prima volta i nostri clienti avranno la garanzia di una filiera a chilometro-zero”, spiega Lenzi. L’investimento nella nuova sede (che sostituirà la vecchia, diventata troppo piccola) è di cinque milioni di euro, ed è tanto più importante perché realizzato da un terzista che lavora per i grandi nomi della moda.

Borse per i gruppi Lvmh, Kering e Otb

Gab produce borse per alcuni marchi dei gruppi francesi Lvmh e Kering e per il brand Jil Sander (della Otb di Renzo Rosso) e ha continuato a crescere anche negli anni della pandemia, toccando i 25,2 milioni di euro nel 2022 (+40% sul 2021) con 106 addetti diretti (di cui 30 assunti nell’ultimo anno) e un indotto di subfornitori esclusivi che porta il totale a 250 addetti.

Le previsioni dell’azionista Holding Moda, guidata da Giulio Guasco, sono di raddoppiare il fatturato di Gab entro il 2025, salendo a 49 milioni di euro. Per far questo proseguirà il piano di assunzioni che già quest’anno porterà all’ingresso di 30 persone. “L’età media dei nostri dipendenti è 32 anni – aggiunge Lenzi – perché vogliamo puntare sui giovani, che qui possono imparare un mestiere, anche se non hanno una formazione nella pelletteria, e possono apprendere tutte le fasi della produzione di una borsa”.

Espansione nella piccola pelletteria

Il progetto di Holding Moda, e la crescita prevista, si lega anche al (prossimo) allargamento della produzione Gab agli accessori in pelle come portafogli, portachiavi e cinture, che sarà realizzato attraverso l’acquisizione di uno specialista: alla piccola pelletteria sarà dedicato il terzo capannone del nuovo complesso produttivo. “Nel giro di un anno e mezzo Gab arriverà ad avere 200 addetti – spiega Guasco – il nostro progetto guarda lontano e questo stabilimento è perfetto per l’espansione che ci attende”.

Holding Moda si allargherà al tessile

Un’espansione che attende anche Holding Moda come annuncia Claudio Rovere, fondatore e presidente di Hind: “Oggi abbiamo dieci società partecipate nella moda, dall’abbigliamento alla pelletteria alle scarpe fino alle lavorazioni speciali – spiega l’imprenditore – e presto aggiungeremo una integrazione a monte, nella filatura e tessitura. In questo modo i clienti del lusso potranno avere un unico interlocutore per le loro produzioni, un interlocutore che è un gruppo industriale e che ha un orizzonte di investimento lungo”, aggiunge Rovere con l’intenzione di distinguersi da Florence, altra aggregazione di terzisti della moda promossa tra tre fondi d’investimento. Nel 2022 Holding Moda ha fatturato 225 milioni con un ebitda vicino al 20%; nel 2023 la previsione è di superare i 300 milioni. Il modello di business di questo polo di terzisti prevede la centralizzazione di alcune funzioni strategiche: “Il supporto di Holding Moda alle aziende partecipate comincia dalla sostenibilità – conclude Rovere – e comprende anche la formazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi, e la trasparenza delle catene di fornitura con la tecnologia blockchain”.

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Silvia Pieraccini

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