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06 giugno 2023

Estra, manca l’accordo sulla governance (e l’assemblea va deserta)

La società del gas doveva rinnovare il consiglio di amministrazione. La vittoria del centrodestra a Siena e Ancona cambia gli equilibri.

Silvia Pieraccini

Dopo i risultati delle recenti elezioni amministrative, dominati dalla vittoria del centrodestra, il futuro della società del gas Estra (e, a cascata, quello della nascente Multiutility toscana, progetto nato dai Comuni di Firenze, Prato e Empoli) appare più nebuloso. Ieri, 5 giugno, è andata deserta l’assemblea della stessa Estra che doveva approvare il bilancio, decidere la distribuzione del dividendo ai soci (Alia 39,5%, Intesa Siena 25%, Coingas Arezzo 25% e Viva Energia Ancona 10%) e nominare il nuovo consiglio di amministrazione della società formato da cinque membri.

Siena e Ancona adesso sono guidate dal centrodestra (come Arezzo)

L’attuale presidente e amministratore delegato, Alessandro Piazzi, non è disponibile a rimanere per un altro mandato, e i territori (e le forze politiche) si preparano al confronto per piazzare i propri candidati. Siena e Ancona, città che sono guidate da un nuovo sindaco di centrodestra, non hanno ancora espresso il candidato, per conto delle partecipate Intesa e Viva Energia, nel consiglio di amministrazione di Estra, così come non lo ha fatto Alia, che deve indicare due candidati. L’unico nome già depositato è quello di Coingas Arezzo, che ha indicato Francesco Macrì, ex presidente di Estra fino al novembre 2021, quando fu dichiarato decaduto per effetto di una delibera dell’Autorità nazionale anti-corruzione legata a una inchiesta nella quale è stato assolto.

Macrì punta a tornare in sella

Macrì non nasconde l’ambizione di ri-fare il presidente di Estra, ma molto, a questo punto, dipenderà dagli equilibri politici interni alla società (e anche dalla volontà o meno del centrodestra di esprimere l’amministratore delegato, lasciando magari il presidente al centrosinistra). Dalle nomine, in ogni caso, dipenderà l’adesione o meno dei soci di Estra alla Multiutility toscana: oggi il socio “forte” Alia, che è già l’embrione della Multiutility, controlla il 39,5% di Estra e non può consolidarla. Le mosse di Siena, Arezzo e Ancona sono fondamentali per aumentare il fatturato di Estra in vista dell’annunciato sbarco in Borsa.

Nei prossimi giorni l’assemblea di Estra sarà riconvocata con lo stesso ordine del giorno della seduta andata deserta; bisognerà vedere se in quell’occasione i nomi dei consiglieri di amministrazione saranno stati definiti e le alleanze saranno state strette.

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Silvia Pieraccini

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