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29 maggio 2023

Elezioni amministrative, il centrodestra rivince a Pisa, Siena e Massa

Vincono Conti, Fabio e Persiani. Il Pd riconquista Pescia ma perde Campi Bisenzio. E’ Giovannetti-bis a Pietrasanta.

Leonardo Testai

Nicoletta Fabio, nuovo sindaco di Siena, con la premier Giorgia Meloni

Il centrodestra conferma il risultato positivo del 2018 imponendosi, nelle elezioni amministrative di maggio 2023, a Pisa, Siena e Massa, i tre capoluoghi di provincia della Toscana chiamati al voto. Fallisce il tentativo di riconquista da parte del centrosinistra a guida Pd nelle tre città, così come a Pietrasanta, segnando allo stesso tempo il consolidamento del centrodestra in regione – buon viatico per le elezioni 2025 – le difficoltà di rilancio dell’area progressista, e una conferma dell’orientamento generalmente favorevole ai sindaci uscenti osservato già in altre tornate elettorali. I dem riconquistano Pescia, mettendo fine all’era di Oreste Giurlani, ma perdono Campi Bisenzio, la città di cui è stato sindaco il segretario regionale Emiliano Fossi, a vantaggio del candidato della sinistra radicale, in una sorta di remake delle elezioni di Sesto Fiorentino del 2016.

“Questi meritati successi ai ballottaggi ci fanno ben sperare per la prossima tornata elettorale del 2024, quando andranno al voto moltissimi comuni in Toscana senza dimenticare le Regionali del 2025, dove puntiamo a vincere senza se e senza ma”, afferma Luca Baroncini, commissario regionale della Lega in Toscana. “Il Pd è cresciuto quasi ovunque, ma non abbastanza e soprattutto le divisioni del centrosinistra non ci hanno aiutato”, sostiene Fossi, secondo cui “è tempo di cambiare il Pd, ce lo hanno chiesto al congresso ed è il dato che viene fuori dalle urne, una stagione oggi si chiude e se ne apre una nuova”.

A Siena è Fabio la prima donna sindaco

Nei capoluoghi oggetto di elezioni (Pisa, Siena e Massa) il nome nuovo, ma sempre per la stessa coalizione, è quello di Nicoletta Fabio, che diventa primo sindaco donna nella storia di Siena con il 52,16% dei voti, contro il 47,84% di Anna Ferretti, vincitrice delle primarie del Pd. Fabio, sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Nicoletta Fabio Sindaco, Movimento Civico Senese, è stata rettore del Magistrato delle Contrade dal 2016 al 2018, naturalmente nel periodo in cui ha ricoperto l’incarico di massimo dirigente contradaiolo dell’Istrice mentre dal 2014 al 2016 è stata presidente del Consorzio per la Tutela del Palio. Fabio succede a Luigi De Mossi, sindaco di centrodestra uscente, che aveva deciso di appoggiare il candidato Massimo Castagnini al primo turno.

“Sarò il sindaco di tutti, compreso di chi non è andato a votare o di chi ha fatto scelte elettorali diverse”, ha affermato il neosindaco senese, dicendosi “felice e orgogliosa: spero di riuscire a creare una Siena coesa, saggia, che sappia sfruttare le sue potenzialità e che possa rinascere e dare un futuro ai giovani”. Secondo Fabio “la coesione del centrodestra è stata determinante fin dal primo turno, e la presenza fisica del Governo ha giocato senza dubbio un ruolo importante”. Ferretti ha augurato a Fabio “un buon lavoro, non tanto per lei quanto per la città che ha bisogno di un’amministrazione che cambi il passo rispetto a quella uscente: non so come sarà possibile, dato che sarà sempre guidata dai partiti di destra che hanno vinto 5 anni fa”.

Il bis di Conti (e dello “sfiduciato” Persiani)

In seguito a un primo turno nel quale, col sostegno del centrodestra unito, aveva mancato l’elezione diretta per soli 15 voti, fermandosi al 49,96% dei consensi ma staccando di quasi dieci punti il candidato Pd-M5s Paolo Martinelli, Michele Conti ha ottenuto il secondo mandato a sindaco di Pisa con il 52,09% dei voti al ballottaggio e solo due sezioni (su 86) da scrutinare. Dopo un testa a testa nelle prime venti sezioni, con un lieve vantaggio di Martinelli, Conti si è attestato su un vantaggio di quattro-cinque punti sull’avversario che ha mantenuto fino alla fine. “A Pisa ha vinto il civismo insieme ai partiti, ed è stato sconfitto il progetto di Schlein e Conte di trasformare la città in un laboratorio politico nazionale”, ha affermato Conti, annunciando che il suo primo atto da sindaco-bis sarà “quello di istituire la cabina di regia per mettere a terra i progetti dei fondi Pnrr, 67 milioni di euro che non aspettano e che hanno tempi rapidi di esecuzione”.

Sfiduciato nei mesi scorsi da Fratelli d’Italia, che poi ha fallito l’accesso al ballottaggio con Marco Guidi, Francesco Persiani (Lega, Fi, liste civiche) ora è di nuovo sindaco di Massa dopo aver ottenuto il 54,36% dei consensi al secondo turno, contro il 45,64% di Enzo Romolo Ricci, candidato del Pd e dell’Alleanza Verdi Sinistra. “Sono contento per il risultato delle urne – ha detto Persiani -, ringrazio la città che ha riconosciuto il nostro buongoverno e quanto fatto negli ultimi cinque anni. Il mio impegno è quello di proseguire con lo stesso entusiasmo con cui ho lavorato in questi anni e, se possibile, in misura maggiore. Sono orgoglioso di rappresentare il centrodestra a Massa, ringrazio tutti gli elettori che mi hanno dato fiducia”.

Campi come Sesto 2016, la sinistra batte i Dem

Da Campi Bisenzio arriva il risultato più sorprendente dei ballottaggi, con Andrea Tagliaferri che ha ottenuto il 57,32% dei voti, superando l’avversario Leonardo Fabbri fermo al 42,69%. Tagliaferri era appoggiato da Si – Campi a Sinistra, dal Movimento 5 stelle, dalla lista ‘Sì parco – no aeroporto e inceneritore’ e dalla lista dell’associazione Farecittà, fondata dall’ex sindaco Ds Adriano Chini. Un risultato che ricorda da vicino quello di Sesto Fiorentino del 2016, quando Lorenzo Falchi (Sinistra Italiana) superò Lorenzo Zambini (Pd) al secondo turno, dopo il periodo di commissariamento seguito alla caduta di Sara Biagiotti, sfiduciata in Consiglio comunale.

Anche a Sesto, allora, l’ex sindaco (Gianni Gianassi) appoggiò il candidato della sinistra radicale; e anche Campi, quest’anno, andava al voto dopo un periodo di commissariamento, in seguito alle dimissioni del sindaco Pd Emiliano Fossi, eletto deputato alle elezioni politiche 2022 e poi divenuto segretario regionale del partito. “E’ la vittoria di una voglia di cambiamento”, ha detto Tagliaferri, che promette “un Comune fermamente contrario all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, e sarà un bene per tutta la Piana fiorentina”. “Lasci da parte la giacca di parte e indossi la giacca di sindaco di tutte e di tutti”, gli ha consigliato Fabbri, ricordando che “la maggior parte dei campigiani non l’ha votato”. Bassissimo, infatti, il dato dell’affluenza: il 36,63%, contro il 51,97% del primo turno.

Il Pd si riprende Pescia (ma non Pietrasanta)

A Pescia il centrosinistra a guida Pd riconquista il Comune, dopo il lungo e controverso regno di Giurlani, che non era candidato a sindaco in questa tornata, ma il cui nome figurava nei simboli delle quattro liste civiche a sostegno di Vittoriano Brizzi, veterano della politica pesciatina, già assessore e presidente del Consiglio comunale. Tuttavia a prevalere è stato Riccardo Franchi, assicuratore ed ex sindaco del comune di Uzzano, sostenuto dal Pd e da due liste civiche, il quale ha ottenuto il 52,43% dei voti.

Dopo Pisa, Siena e Massa, è Pietrasanta il quarto comune toscano sopra i 15mila abitanti appannaggio del centrodestra in questa tornata di elezioni: Alberto Stefano Giovannetti (Fi-Lega-Ancora Pietrasanta), che al primo turno aveva superato nella competition interna al centrodestra il candidato di FdI Massimiliano Simoni, al ballottaggio si è confermato sindaco battendo col 55,94% il candidato del centrosinistra (allargato al M5s) Lorenzo Borzonasca. “Ho davanti altri cinque anni per completare le cose che abbiamo iniziato e farne altre”, ha affermato Giovannetti, osservando che “che se fossimo stati uniti, tutto il centrodestra, probabilmente si sarebbe vinto al primo turno”.

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Leonardo Testai

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