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22 giugno 2023

Bankitalia vede grigio per l’economia toscana

I risultati 2022 (Pil +3,8%, export +17,4%, occupazione +4,6%) non bastano a recuperare i livelli pre-Covid. Preoccupa il rallentamento 2023.

Silvia Pieraccini

Mentre l’Italia a fine 2022 aveva recuperato i livelli di attività economica del 2019, precedenti al Covid, in Toscana questo recupero non è avvenuto, e non avverrà neppure nel 2023. E questo perché troppo forte è stata la caduta del Pil durante la pandemia, determinata da due settori a forte apertura internazionale come l’industria della moda e il turismo (americano). E’ questa la sintesi del report di Banca d’Italia sull’andamento dell’economia toscana, presentato oggi 22 giugno nella sede di Firenze dal direttore regionale Mario Venturi e dalla responsabile della ricerca economica Silvia Del Prete.

Ancora quattro punti percentuali sotto al pre-Covid

“Il Pil toscano a fine 2022 era ancora quattro punti percentuali sotto al pre-Covid”, hanno spiegato gli economisti di Bankitalia, precisando che i livelli pre-pandemia sono stati recuperati dal settore costruzioni ma non ancora dai servizi e neppure dall’industria. Certo il risultato messo a segno l’anno scorso dalla Toscana (+3,8% il Pil, in linea con l’Italia; +4,6% l’occupazione) è stato importante – ha sottolineato il direttore Venturi – e anche la crescita dell’export 2022 (+17,4% a 54,8 miliardi a prezzi correnti) ha significato la conquista di nuove quote di mercato internazionale. Ma ora serve una spinta in più, che però non si vede, anzi: a partire dal secondo semestre del 2022 l’economia ha rallentato la marcia e l’indagine a campione fatta da Bankitalia intervistando imprese industriali con almeno 20 addetti indica per il 2023 fatturati stazionari, investimenti in calo e cautela da parte degli imprenditori. Nel primo trimestre dell’anno i prestiti alle imprese hanno segnato -1,9%. Si spera nei servizi, e in particolare nel turismo che appare in ripresa, e nella spinta del Pnrr che però nel 2023 si farà sentire ancora poco. Quello che si fa sentire è la pressione inflazionista, che ha portato all’avvio di una fase di restrizione monetaria da parte della Banca centrale europea che sta spargendo effetti a catena. “E’ insorto un elemento nuovo che si chiama inflazione e che sta ridimensionando fortemente la crescita”, afferma Bankitalia.

Imprese giovanili in forte contrazione

Per uscire dalla stagnazione, secondo Bankitalia vanno risolti alcuni nodi strutturali della regione tra cui l’innovazione: “Sul fronte dell’innovazione di prodotto la Toscana sembra aver recuperato terreno – ha spiegato Del Prete – come dimostra l’accelerazione sui brevetti nel periodo 2001-2018 che l’ha portata ad essere la quinta regione in Italia per domande presentate; sull’innovazione di processo misurata dalle imprese giovanili (guidate da soci con meno di 35 anni, ndr), invece, siamo più indietro”. L’analisi di Bankitalia sul periodo 2010-2021 segnala il forte calo di imprese giovanili in Toscana, triplo rispetto a quello italiano, legato alla minore nascita di realtà di questo tipo, soprattutto nel settore dell’ospitalità e ristorazione.

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Silvia Pieraccini

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