19 giugno 2024

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Impresa

31 ottobre 2023

L’autunno delle vertenze: in Toscana 4.700 posti di lavoro a rischio

Non solo Jsw, ex Gkn e Fimer, ma anche piccole aziende in crisi al tavolo della Regione (che sperimenta nuovi strumenti).

Leonardo Testai

Sono 4.675 i posti di lavoro oggi a rischio in Toscana, in caso di esito negativo per le vertenze passate dal tavolo della Regione e non ancora chiuse, 21 in tutto: tanti sono infatti i lavoratori in carico a realtà aziendali oggi in seria difficoltà, dalla ex Gkn alle acciaierie Jsw di Piombino, dalla Sanac alla Fimer, dalla Venator di Scarlino al Cartonificio Fiorentino, da dove ha preso il via la manifestazione del 31 ottobre della Cgil a Sesto Fiorentino contro i paventati rischi di deindustrializzazione della Piana fiorentina, alla luce degli ultimi casi di crisi aziendali.

Ma tra le situazioni ancora aperte in Toscana ci sono anche vertenze più piccole per numero di addetti coinvolti: dagli 8 dipendenti di Ghiott ai 25 di Mt Logistica, dai 17 di Malatesta Legnami ai 40 di Opificio Tecnologico. Il tutto in un quadro macroeconomico complesso dove la Toscana, secondo i dati Irpet, nel secondo trimestre del 2023 ha visto un calo del 5,5% della produzione industriale, dato peggiore della media italiana.

“Un forte contributo alla contrazione della produzione – spiegano i ricercatori dell’istituto – è giunto dall’affievolirsi della spinta esercitata dalla domanda estera, con le esportazioni sostanzialmente stabili rispetto al secondo trimestre 2022. Inoltre, la crescita delle vendite estere si è concentrata in pochi settori, dominati da grandi imprese, indebolendo così il potenziale di trasmissione della domanda internazionale al resto del sistema. Nel mercato del lavoro, nonostante l’aumento sia congiunturale sia tendenziale del numero di dipendenti, si osserva un calo della domanda con la diminuzione degli avviamenti e la contrazione delle trasformazioni a tempo indeterminato che restano allo stesso livello del trimestre 2022”.

La Regione ha anche 15 tavoli di sorveglianza aperti

Le vertenze conclamate, ancora aperte o prese in carico recentemente dalla Regione Toscana, sono 9, con 3.745 lavoratori complessivamente coinvolti; in altri 12 casi (con altri 930 addetti) lo stato della vertenza risulta essere ‘in transizione’, dunque con un possibile esito positivo che potrebbe delinearsi ma che ancora non si è pienamente concretizzato. La Regione ha inoltre istituito “tavoli di sorveglianza” dedicati ad attività di prevenzione di possibili emergenze occupazionali, o che necessitano di un ambito istituzionale di confronto: 15 in tutto, con 5.910 lavoratori interessati. A presiedere i tavoli di crisi a Palazzo Strozzi Sacrati è Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del governatore Eugenio Giani, che in tale veste ha affrontato 51 vertenze in tutto da inizio legislatura regionale – dunque, nell’arco di tempo di tre anni – comprese quelle “ereditate” dal periodo precedente.

“Ci sono situazioni di crisi – spiega Fabiani – causate dall’assenza di una vera politica industriale e da scelte strategiche che si sono rivelate sbagliate: penso al polo siderurgico di Piombino o alla Sanac, azienda storicamente parte della filiera siderurgica di Taranto, che scontano la mancanza di una strategia nazionale di difesa e rilancio di uno dei principali vettori dell’industria di base. Penso naturalmente alla ex Gkn e prima ancora alla Bekaert che, essendo pezzi della componentistica auto come la Magneti Marelli in Emilia Romagna, sono stati bruciati da scelte miopi sull’automotive. Poi ci sono casi unici nel loro genere, come la Fimer: qui è sempre più evidente che a determinare la crisi è stata una conduzione assolutamente inadeguata, responsabile della situazione in cui è precipitata l’azienda pur a fronte di un mercato che tira e di un importante portafoglio ordini. Elementi che ci fanno pensare che una soluzione può e deve essere trovata”.

La Cgil punta i riflettori sulla Piana fiorentina

Fabiani ha partecipato alla manifestazione indetta dalla Cgil, un’iniziativa per richiamare l’attenzione sulle vertenze dell’area fiorentina dove, spiega il sindacato, sono insediate circa il 24% delle imprese presenti in Toscana, che producono quasi un terzo del Pil regionale. Se la vertenza ex-Gkn ha oltrepassato i confini metropolitani, sempre a Campi Bisenzio i 200 dipendenti della Electro System sono in stato di agitazione perché non sono stati rinnovati 10 contratti di somministrazione.

Il Cartonificio di Sesto è invece a rischio di scomparsa, dopo che la proprietà (Pro-Gest) ha annunciato la chiusura per spostare le attività ad Altopascio, con circa 100 addetti in bilico. “La necessità dell’azienda di trovare una nuova localizzazione per le proprie attività – ha detto il consigliere della Regione -, dovendo installare un nuovo macchinario che non entra nell’attuale stabilimento, non può e non deve impattare negativamente sui lavoratori di Sesto”.

Salendo di quota, il rischio della chiusura per spostamento attività c’è anche alla Fiorentini di Firenzuola, 80 lavoratori col fiato sospeso da quando l’azienda ha annunciato il trasferimento a Castel San Pietro (Bologna). E non c’è solo il manifatturiero: a Sesto hanno sfilato anche rappresentanti degli appalti di Mondo Convenienza.

“Abbiamo chiamato a raccolta tutte le realtà del lavoro della Piana per denunciare alcuni scricchiolii che parlano di una possibile deindustrializzazione, è una cosa che non ci possiamo permettere”, ha affermato Bernardo Marasco, segretario generale della Cgil di Firenze. “Se perdiamo l’industria – ha aggiunto -, e la Piana è il cuore fondamentale del tessuto industriale del nostro territorio, noi perdiamo la capacità di avere un lavoro di qualità, che redistribuisce salari, e ci rassegniamo a un lavoro povero che non può essere il futuro che ci aspetta”.

La Regione sperimenta nuovi strumenti

Oltre alla tradizionale strumentazione – dagli ammortizzatori sociali alla formazione, fino agli accordi di programma – la Regione Toscana nella legislatura in corso ha sperimentato nuove forme di intervento nelle vertenze. Ad esempio, gli accordi di gestione per il passaggio diretto di lavoratori tra imprese in crisi e altre imprese in fase di rilancio, come nel caso della ricollocazione di 60 lavoratori ex Bekaert verso Laika Caravans; studi di fattibilità per la reindustrializzazione, in collaborazione con il sistema universitario, come accaduto per l’ex cementificio Testi Cementi di Greve in Chianti; scouting pubblico per l’attrazione degli investimenti, come nel caso della vertenza Gkn-Qf. E un altro esempio è il protocollo in via di sottoscrizione con Alival per favorire il riavvio dell’attività a Ponte Buggianese con nuovi investitori, e l’erogazione di un contributo ‘riparativo’ per il territorio colpito dalla decisione della cessazione del sito.

“Non ci limitiamo più alle nostre competenze, che pure esercitiamo fino in fondo – sostiene Fabiani -, ma mettiamo in campo un ruolo di mediazione e anche di costruzione di nuove soluzioni: direi che sposiamo sempre più una funzione creativa, impegnati per necessità a cucire un vestito su misura per ogni caso. Per risolvere una crisi servono le imprese e noi non possiamo certo sostituirci alle aziende, tuttavia possiamo contribuire a creare le migliori condizioni possibili per accendere il loro interesse e favorirne l’arrivo”.

Le storie di successo, dalla Rcr alla ex Geko

Ma accanto alle crisi ancora aperte, Fabiani indica con soddisfazione anche le crisi risolte, e le situazioni che mostrano segnali di ripartenza dopo un traumatico stop. “E’ il segno di un tessuto imprenditoriale vitale – sostiene – e del funzionamento del modello di collaborazione fra tutti gli attori. Sono orgoglioso dell’impegno per alcuni dei luoghi della storia industriale della Toscana, dall’area ex Bekaert di Figline Valdarno che avrà la possibilità di un futuro ‘green’ alla Cristalleria Italia a Rcr di Colle Valdelsa che ha saputo rilanciarsi, da Laika Caravans di San Casciano che in pochi anni è passata da 200 a 600 dipendenti, compresi proprio lavoratori ex Bekaert, allo stabilimento ex Geko di Massa dove giovedì 2 novembre la nuova impresa inaugurerà la propria attività industriale”.

Autore:

Leonardo Testai

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Impresa

19 giugno 2024

La senese QuestIT utilizza l’IA e fa rivivere Dante

Leggi tutto
Sviluppo

18 giugno 2024

Bankitalia: “Per crescere servono imprese più grandi e più digital”

Leggi tutto
Industria

18 giugno 2024

Piombino, bonus-welfare per gli operai Jsw (e il 3 luglio si va a Roma)

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci