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Industria

12 ottobre 2023

Piombino, Metinvest e Danieli al tavolo del Mimit con Jsw

Proseguono le interlocuzioni in vista di una coabitazione con Jindal nel complesso siderurgico. La Fiom si schiera a favore.

Rappresentanti di Jsw, di Metinvest e Danieli allo stesso tavolo ministeriale: è la conferma dell’ipotesi della coabitazione per le acciaierie ex Lucchini di Piombino, a cui il ministero delle Imprese e del Made in Italy sembra lavorare alacremente. Il Ministero fa sapere che “diverse ipotesi sono al vaglio degli uffici tecnici”, e che a valle di questi approfondimenti il tavolo verrà riconvocato. Presenti all’incontro, oltre ai rappresentanti del Mimit e delle aziende, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, il presidente dell’Autorità Portuale Luciano Guerrieri, gli uffici competenti dell’Agenzia del Demanio, e il direttore competitività della Regione Toscana Paolo Tedeschi.

La coabitazione fra Jsw e Metinvest-Danieli passerà anche dal rinnovo delle concessioni per le aree demaniali. “Bisogna che il rilascio o i rinnovi delle concessioni siano subordinati ad investimenti certi, ecocompatibili e alle garanzie occupazionali”, afferma dunque il segretario generale della Fiom Toscana, Massimo Braccini, secondo cui “bisogna che stavolta le istituzioni facciano scelte inedite. In un tempo come quello in cui viviamo i vecchi schemi non funzionano più, non vi possono essere rendite di posizione, ci vogliono scelte valorose. Possono convivere e coesistere più partner industriali, ma questo è possibile se viene rimesso al centro l’interesse collettivo e pubblico”.

La Fiom si schiera per l’avvento di Metinvest

Per questo motivo, secondo Braccini, “i nuovi interessi che si stanno manifestando devono essere assolutamente valutati fino in fondo”, perché “siamo all’interno di una economia di guerra, dove gruppi siderurgici importanti stanno facendo valutazioni sul dove andare ad investire, in un contesto dove la più grande acciaieria d’Europa, la Azvostal, è stata distrutta. Era evidente che questo avrebbe fatto riaprire gli scenari sul futuro della siderurgia in Europa, con paesi a noi vicini interessati ad attrarre investimenti. L’Italia non può farsi scappare questa occasione; poi è evidente che vanno visti i piani industriali”.

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