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08 marzo 2024

Urso a Piombino, prove d’intesa tra Jsw e Metinvest-Danieli

Il ministro delle Imprese visita l’acciaieria ex-Lucchini e incontra sindacati e istituzioni. Clima disteso e speranze di rilancio più concrete.

Silvia Pieraccini

La delegazione in visita all'acciaieria Jsw Steel Italy di Piombino

Una visita all’acciaieria ex-Lucchini, oggi Jsw Steel Italy, per capire come si potrà mettere in pratica il rilancio cristallizzato (per adesso) in due protocolli d’intesa firmati nelle settimane scorse. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha fatto tappa a Piombino giovedì 7 marzo per incontrare aziende, istituzioni e sindacati.

Due acciaierie nella stessa area

A guidarlo nella visita della fabbrica piombinese c’era il vicepresidente esecutivo di Jsw, Marco Carrai, ma nella delegazione (formata anche dal sindaco di Piombino, Francesco Ferrari) figurava pure Luca Villa, amministratore delegato di Metinvest Adria, la joint venture creata dal gruppo siderurgico ucraino Metinvest e dal gruppo tecnologico friulano Danieli con l’obiettivo di costruire proprio a Piombino, in una parte delle aree industriali che dovrebbero essere cedute da Jsw, una nuova acciaieria green per produrre acciai piani (mentre Jsw produce quelli lunghi). La presenza, uno accanto all’altro, dei rappresentanti di Jsw e di Metinvest ha aumentato le quotazioni del progetto di “coesistenza” industriale fortemente voluto da Urso. Che ieri ha ribadito la necessità di rilanciare il polo siderurgico di Piombino – il secondo del Paese dopo Taranto – con tecnologie green all’avanguardia: “Qui possono convivere due significativi investimenti industriali, quello di Jsw e quello di Metinvest”, ha detto. I tempi? “Nei prossimi tre-quattro mesi al massimo sarà possibile sottoscrivere i due accordi di programma, compatibili tra loro, per rendere produttiva l’area e recuperare progressivamente l’occupazione. Il nostro obiettivo è riportare tutti al lavoro”.

Il piano siderurgico nazionale prevede quattro poli produttivi

Il progetto, ha ribadito Urso, si inquadra nel piano siderurgico nazionale che prevede quattro poli: Taranto, Terni, Nord Italia e appunto Piombino, le cui produzioni di rotaie potranno servire, dopo la guerra, anche alla ricostruzione delle linee ferroviarie ucraine.

Restano alcuni punti da chiarire

Carrai e Villa hanno ringraziato il Governo per l’attenzione mostrata nei confronti del progetto di rilancio, che solleva però diverso entusiasmo: si dice “sicuro che questa sia la volta buona” Carrai, mentre Villa sottolinea che “su alcuni aspetti gli interessi non sono facilmente conciliabili”, svelando che restano alcuni temi da definire. In ogni caso la joint Metinvest-Danieli si dice pronta a partire con l’investimento. Prudenti sono, per adesso, i sindacati, in attesa di capire quali saranno le previsioni obbligatorie inserite negli accordi di programma: “Per noi sarà fondamentale creare le condizioni di protezione per i lavoratori nella fase di transizione”, afferma Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim-Cisl.

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Silvia Pieraccini

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