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25 maggio 2023

Maggio Musicale Fiorentino, il rosso fa tremare Regione e Comune

Il commissario Cutaia chiede 8,5 milioni dalle istituzioni (Ministero compreso) entro luglio, altrimenti sarà liquidazione coatta.

Leonardo Testai

Otto milioni e mezzo di euro da trovare entro luglio, o l’attività del Maggio Musicale Fiorentino si bloccherà per i conti in rosso. Con 300 dipendenti a rischio. Questo, in sintesi, l’appello del commissario straordinario Onofrio ‘Ninni’ Cutaia alle istituzioni – dunque il Comune di Firenze, la Regione Toscana, e il ministero della Cultura – per salvare il principale ente lirico-sinfonico della Toscana. Un appello che arriva dopo una paziente opera di taglio dei costi attraverso la modifica del programma artistico 2023, ma anche dopo un riesame del bilancio consuntivo 2022 e del previsionale 2023.

Il dopo-Pereira tra auspici e necessità

Lo squilibrio di bilancio si innesta in una situazione già difficile per le finanze del Maggio. “Pensavo di fare il possibile da una situazione impossibile”, ha scritto Alexander Pereira mesi fa, nella sua lettera di dimissioni – sollecitate dal sindaco Dario Nardella – da sovrintendente. “Forse l’impossibile – si legge – era di pensare che si può portare la Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino a un livello artistico di fama internazionale con un debito di 57 milioni di euro, con un orrendo problema di cassa, e con una necessità di creare un utile intorno a 3,5 milioni di euro tramite programmazione artistica, biglietteria e ricerca sponsor in mezzo di una pandemia”.

Dopo la controversa gestione Pereira, fra successi artistici e spese eccessive – anche di rappresentanza – l’auspicio iniziale espresso dai soci del Maggio, compresa la Fondazione Cr Firenze, era che Cutaia, dirigente del Ministero, potesse essere nominato sovrintendente, anziché commissario. A cambiare lo scenario, rendendo inevitabile la richiesta di un commissariamento, era stata la nota del Ministero che, l’8 marzo, negava l’autorizzazione a usare il fondo di ricapitalizzazione da 35 milioni di euro, vincolato ai debiti consolidati, per il pagamento degli stipendi non ancora corrisposti ai 300 lavoratori dell’ente. Con un caloroso invito a non operare alcun tipo di movimentazione sul conto di cassa/tesoreria del teatro.

Dodici milioni per essere tranquilli

Il bilancio 2022 del Maggio Musicale Fiorentino ha registrato una perdita di circa 6 milioni, mentre per il 2023 ad oggi si prevede un rosso di circa 2,5 milioni: “Questo non può accadere”, ha ammonito Cutaia, spiegando che il secondo bilancio consecutivo in perdita farebbe scattare “la liquidazione coatta amministrativa”. Da qui la richiesta di 8,5 milioni di euro, con il desiderio di poter arrivare a 12 milioni per affrontare con maggiore tranquillità anche la prima metà del 2024. E tranquillizzare i sindacati, in allarme sulle prospettive per i dipendenti dell’ente.

“Tutti stanno lavorando per cercare una soluzione positiva – ha affermato il commissario – perché c’è un’emergenza. I mezzi a disposizione sono, se concessa, la cassa integrazione per i lavoratori, ma non lo meritano, non è pensabile. Penso che ci sia la necessità da parte di chi oggi ha la responsabilità istituzionale di trovare una soluzione. Il tempo è brevissimo, ho cercato di metterlo in chiaro”. Cutaia ha mostrato fiducia: “Spero, e sono quasi certo del fatto, che ci saranno a brevissimo degli incontri in cui chi ha una funzione e una responsabilità farà le cose che deve fare per arrivare all’obiettivo”.

La Regione mugugna: “Vogliamo sapere chi ha sbagliato”

In realtà almeno la Regione non pare entusiasta. “La Regione nell’anno 2023 ha dato 2,9 milioni di euro, per dover giustificare una cifra maggiore prima vogliamo sapere chi ha sbagliato, perché ha sbagliato, dove ha sbagliato”, ha tuonato il governatore Eugenio Giani, chiedendo un incontro con Cutaia, e una relazione approfondita sui conti. Relazione che, ha spiegato il commissario, è stata in realtà inviata allo stesso Giani, e a Nardella il 17 maggio, dopo che il 12 del mese era stata inviata al ministro Gennaro Sangiuliano.

In un quadro così complesso, la nota positiva è che malgrado i tagli operati gli spettacoli in cartellone “sono quasi tutti sold out”, ha spiegato il commissario. Che per il futuro promette una gestione sostenibile. “Molte cose il Maggio potrà fare da solo in un futuro molto prossimo, avendo una nuova linea editoriale, un nuovo modo di porsi: è davvero necessario, non ci si aspetta solo le risorse pubbliche, un teatro non può basarsi solo su quello. Ma oggi è il momento dell’urgenza”.

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Leonardo Testai

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