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08 maggio 2024

Le partecipate della Regione potranno acquistare crediti (anche del Superbonus) dalle banche

Il Consiglio regionale approva la proposta di legge. Saranno compensabili annualmente circa 5 milioni di euro.

Leonardo Testai

Gli enti economici regionali e le società controllate dalla Regione Toscana, non inseriti nell’elenco delle amministrazioni pubbliche aggiornato ogni anno dall’Istat, possano acquistare dalle banche crediti fiscali – compresi quelli generati da meccanismi come il Superbonus e gli altri bonus dell’edilizia – da portare in compensazione con i propri debiti fiscali e previdenziali. Il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza (26 sì da Partito Democratico, Fratelli d’Italia e M5s, con un astenuto) la proposta di legge nata dall’unione di due pdl distinte presentate in origine da Pd e FdI.

L’ambito oggettivo di applicazione della legge è quello dei crediti che discendono dagli interventi di Superbonus, sisma bonus ed ecobonus, nonché le opere di ristrutturazione edilizia; l’ambito soggettivo viene inquadrato nelle imprese che hanno sede legale operativa sul territorio regionale – spesso con una significativa somma di crediti fiscali in pancia da tempo – e con riferimento a interventi su immobili nel territorio regionale. Sulla base di una ricognizione effettuata presso enti e società potenzialmente interessati dalla norma – riferisce il Consiglio regionale – è emerso un ammontare di debiti fiscali e previdenziali teoricamente compensabili annualmente pari a circa 5 milioni di euro.

Un fondo rischi per le società controllate

Gli enti e le società controllate dalla Regione potranno procedere all’acquisto dei crediti fiscali dalle banche con la garanzia del pro-soluto e a fronte di un accantonamento ad un apposito fondo rischi del proprio bilancio di esercizio pari ad almeno il 20% del valore nominale dei crediti acquistati. Queste previsioni, spiega il Consiglio regionale, sono necessarie a preservare i bilanci di enti e società che aderiranno alla facoltà consentita dalla norma contro eventuali rischi derivanti dalle operazioni di acquisto svolte. La Regione non ha, nei confronti degli enti e delle società controllate che vorranno procedere all’acquisto, alcun obbligo normativo di finanziamento.

“Ci siamo mossi su un terreno inesplorato – ha osservato Valentina Mercanti, prima firmataria della proposta Pd -, poiché la Regione non ha competenze dirette in materia e ringrazio gli uffici che hanno svolto un buon lavoro di coordinamento delle proposte con la legislazione nazionale e regionale. L’obiettivo è quello di provare a fare la nostra parte, senza mettere in difficoltà le nostre aziende partecipate, ma cercando di dare una riposta a tutti quei soggetti che vivono momenti di grande difficoltà per i cosiddetti crediti incagliati”. (lt)

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Leonardo Testai

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