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Territorio

17 maggio 2024

Social housing a San Giovanni Valdarno promosso dal Fondo Housing Toscano

32 nuovi alloggi destinati alla locazione a canone convenzionato con il Comune, che sorgeranno nella parte ovest di Porta San Giovanni ad Arezzo.

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Un nuovo progetto di social housing con 32 nuovi alloggi in corso di costruzione, destinati alla locazione a canone convenzionato con il Comune. Sorgerà nella parte ovest del nascente complesso immobiliare di Porta San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. Per la realizzazione delle residenze è previsto un investimento di circa sei milioni di euro. La conclusione dei lavori è attesa entro l’autunno 2025.

Si tratta di un intervento sperimentale denominato “Porta San Giovanni Social Court” promosso dal Fondo Housing Toscano (FHT), gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat), e partecipato dal Fondo Investimenti per l’Abitare di CDP Real Asset SGR (Gruppo CDP), dalla Regione Toscana e dalle principali fondazioni di origine bancaria del territorio, tra cui la Fondazione C.R. Firenze. Abitare Toscana, gestore sociale FHT, coordina e gestisce il network del Terzo Settore locale per promuovere servizi integrati all’abitare, inclusi quelli mutualistici e di produzione comunitaria, inerenti la cura della persona (senior housing e servizi residenziali verso target specifici di fragilità), il wellness di prossimità (nursery di comunità), la sperimentazione di welfare culturale di comunità (biblioteca di quartiere e programmazione culturale negli housing) e la promozione di comunità energetiche o di autoconsumo.

L’iniziativa è nata grazie ad un concorso di idee

L’iniziativa residenziale, di rilevante impatto per il territorio locale, ha preso forma grazie al concorso di idee promosso dal FHT nel 2020 in seguito alla firma del protocollo di Intesa sottoscritto con la Regione Toscana, per proporre idee che potessero dare una risposta alle necessità abitative post pandemia in termini di alloggi di edilizia sociale. L’elaborazione delle proposte progettuali emerse in sede di concorso è stata poi elaborata dall’Università di Firenze.

Il progetto è frutto, inoltre, della collaborazione fra istituzioni diverse e di una relazione positiva fra pubblico e privato nell’interesse della qualità dell’abitare e ha un forte impatto in termini di rigenerazione urbana: da ex ospedale cittadino, in passato oggetto di demolizione e in seguito rimasto in stato di abbandono per oltre dieci anni, il quartiere “Porta San Giovanni” diventerà un luogo di sperimentazione di un nuovo modo di abitare post-Covid, finalizzato a individuare le soluzioni tecnico – architettoniche innovative da una parte, e la dotazione di spazi e servizi di promozione sociale e relazione dall’altra volte a materializzare il concetto qualità dell’abitare, oltre ad un esempio di ricucitura del tessuto sociale ed economico del centro storico. La proprietà dell’area è stata acquistata all’asta a gennaio 2021 dalla società San Giovanni Srl, del gruppo Ad Casa di Firenze, poi successivamente, nel dicembre 2022, è stata firmata la convenzione urbanistica con il Comune propedeutica al riavvio dei lavori di riqualificazione.

L’opportunità nasce nell’ambito del partenariato pubblico-privato attivato dal Fondo Housing Toscano in attuazione del protocollo di intesa sottoscritto tra il Fondo e la Regione Toscana nel 2020 in forza della L.R. n. 78 “Disposizioni per la realizzazione di interventi edilizi di tipo sperimentale in materia di alloggi sociali a seguito dell’emergenza da COVID19” ed è stata sviluppata tramite un concorso di idee ad invito che ha visto proprio l’iniziativa del Borgo Arnolfo – a cura degli architetti Riccardo Roda e Silvio Pappalettere insieme alla Cooperativa Sociale Onlus Pane&Rose – tra i partecipanti.

La Regione: ampliare questo tipo di esperienza

“E’ una bella giornata per la comunità di San Giovanni Valdarnoha dichiarato Serena Spinelli, assessora alle Politiche sociali, all’edilizia residenziale pubblica e alla cooperazione internazionale della Regione Toscana – che vede l’avvio di un progetto innovativo e orientato sulle nuove prospettive dell’abitare, con la rigenerazione di un’area che finalmente potrà tornare a nuova vita. Oltre all’importante risposta abitativa in termini di alloggi a canone concordato, l’intervento si propone l’obiettivo di rafforzare e generare relazioni di comunità. È questo l’aspetto centrale del lavoro che stiamo portando avanti a livello regionale, con la realizzazione di interventi di housing sociale che siano generatori di buona qualità della vita e di coesione per le comunità. Un lavoro che è possibile grazie alla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, che ringrazio, e in questo caso in virtù di un progetto concreto e innovativo che ha saputo cogliere gli obiettivi del concorso di idee promosso con il Fondo Housing Toscano”.

“Siamo lieti di supportare questa complessa operazione di rigenerazione dell’ex ospedale – ha commentato Gabriele Gori, direttore generale di Fondazione CR Firenzeche darà vita a un nuovo fulcro di abitazioni in social housing. La Fondazione CR Firenze crede in questo investimento poiché incide sulla vita di famiglie e di soggetti che non riescono a trovare risposte abitative nell’offerta immobiliare di mercato. Il canone calmierato come i servizi pensati all’interno del complesso offrono soluzioni per una fascia di popolazione che purtroppo diventa sempre più larga. Ancora una volta il Fondo dimostra una condivisione di intenti messi in atto grazie a una forte sinergia e collaborazione pubblico-privata”.

“L’intervento sperimentale Porta San Giovanni Social Court – ha precisato Stefano Tossani, presidente di Abitare Toscana – si va ad aggiungere a tanti altri in Toscana realizzati da FHT e destinati all’housing sociale che vedono Abitare Toscana impegnata come Gestore Sociale. Sono infatti oltre 1.000 gli alloggi già abitati da cittadini e famiglie che hanno trovato una risposta concreta, sostenibile ed accessibile al loro bisogno. Gli obbiettivi sperimentali di questa iniziativa a San Giovanni Valdarno sono destinati a rafforzare ulteriormente questi propositi ed a consolidare la rete di esperienze e di soggetti coinvolti a vario titolo in questo impegno”. (redgs)

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