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Startup

03 agosto 2023

La batteria ora si ricarica con i quanti

La startup Planckian, nata dalla collaborazione tra Ateneo pisano e Normale, ne ha realizzata una con i principi della fisica quantistica.

Si chiama Planckian, in omaggio a uno dei padri della meccanica quantistica, Max Planck, la startup pisana che sta lavorando ad un’innovativa batteria che si ricaricherà all’istante, grazie alla fisica quantistica e ai qubit. Le batterie quantistiche potranno immagazzinare molta energia in modo rapidissimo. Sono il risultato dello studio coordinato da Marco Polini, dell’Università di Pisa, e di Vittorio Giovannetti della Scuola Normale Superiore. Uno studio che ora si trasforma in realtà grazie a un finanziamento da 2,7 milioni di euro.

La materia infinitamente piccola regala nuove scoperte

Le leggi che governano il mondo dei quanti, le componenti infinitamente piccole della materia, possono avere rivoluzionarie applicazioni tecnologiche come la crittografia, i computer quantistici e ora anche le batterie. “Planckian rappresenta, ad oggi, il primo e unico tentativo di utilizzare le conoscenze maturate in questi campi per sviluppare tecnologie per la gestione dell’energia in grado di sfruttare le proprietà uniche della meccanica quantistica”, osserva Marco Polini. Adesso ad attrarre l’interesse degli investitori c’è il finanziamento di 2,7 milioni di euro da un round di investimento guidato da “Eureka! Fund I – Technology Transfer”, gestito da Eureka! Venture Sgr, e partecipato da Tech4Planet, gestito da Cdp Venture Capital Sgr, ed Exor Ventures, oltre a business angels come Nana Bianca.

Collaborazione tra Università di Pisa e Scuola Normale Superiore

Questa è la storia della collaborazione tra i ricercatori di due università pisane, l’Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. Alessandro Sordi, ceo e co-founder di Nana Bianca, commenta: “Con Planckian siamo nel mondo del deep tech, cioè nel settore delle tecnologie più complesse che nascono in ambito universitario, ma anche nel percorso del tech transfer, il processo che porta i progetti di alto livello tecnologico a diventare imprese. Noi crediamo che le intuizioni che poggiano sulle competenze di team qualificati e sulla possibilità di dare risposte concrete alle esigenze di tutti meritino una possibilità. Per questo lo spin-off dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore e la voglia di Marco Polini e Vittorio Giovannetti di guardare al futuro può contare sul nostro sostegno”. (sg)

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