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Industria

29 gennaio 2024

L’idrogeno di Nuovo Pignone spinge avanti Baker Hughes

All’Annual Meeting presentata la nuova struttura (a Firenze) per il collaudo completo delle turbine NovaLt16.

Leonardo Testai

Una nuova tessera di un mosaico che raffigura ancora Firenze come il perno della strategia di Baker Hughes per l’idrogeno, nel quadro di un processo di transizione energetica dove il gas continua ad reclamare un ruolo importante, e per questo motivo preoccupa la frenata annunciata dagli Usa all’espansione del proprio export di Gnl. La nuova struttura per il collaudo delle macchine a idrogeno nello stabilimento Nuovo Pignone di Baker Hughes a Firenze è stata presentata in occasione dell’Annual Meeting 2024 dell’azienda, che ha portato nel capoluogo toscano oltre duemila addetti ai lavori dell’energia – quota record per i meeting targati Pignone.

Se in passato al Campus di Firenze si effettuava il solo collaudo del bruciatore, e al laboratorio Sestalab di Radicondoli si collaudava l’intero sistema di combustione, oggi il nuovo impianto consente di collaudare un’intera turbina come la NovaLt16, sorella maggiore della già nota NovaLt12 hydrogen-ready, grazie a un banco prova che consente test a pieno carico, con completa flessibilità del combustibile fino al 100% di idrogeno, e dispone di una pressione di 300 bar e una capacità di stoccaggio di 2.450 kg. Realizzata in meno di un anno, una volta ottenuta l’autorizzazione ed effettuate le procedure di risk assessment, la struttura vede anche l’impiego di un robot per monitorare lo stoccaggio di idrogeno, attualmente ricostituito con carichi portati da autocisterne: ma Baker Hughes conta di avviare, nel giro di un paio d’anni, anche una produzione di idrogeno in loco.

“Investiamo sul nuovo mix energetico del futuro”

“Si tratta di una struttura all’avanguardia, che dimostra il nostro impegno e il nostro investimento nell’idrogeno e sul nuovo mix energetico del futuro”, ha affermato Lorenzo Simonelli, presidente e amministratore delegato di Baker Hughes, che dal palco del Teatro del Maggio ha salutato le nuove partnership dell’azienda proprio nel campo dell’idrogeno. “Questi progressi nell’energia a basso contenuto di carbonio e carbon-free – ha detto – dimostrano come l’urgenza della transizione energetica abbia trasformato le relazioni con i clienti in partnership complete per l’innovazione su diversi progetti”.

Baker Hughes ha, infatti, recentemente completato la produzione e i test delle NovaLt16 – condotti proprio a Firenze – per il complesso energetico Net-Zero Hydrogen di Air Products a Edmonton, in Canada. Non solo: l’azienda ha consegnato i primi due treni, basati su avanzate soluzioni di compressione dell’idrogeno, per il progetto Neom in Arabia Saudita, il più grande progetto di idrogeno verde al mondo. Baker Hughes ha inoltre annunciato di aver stipulato un accordo di collaborazione con l’olandese HyEt per sviluppo, industrializzazione e commercializzazione di una soluzione avanzata di compressione dell’idrogeno; e ha firmato un memorandum d’intesa con la belga Green Energy Park per collaborare in molteplici settori della catena del valore dell’idrogeno verde, compresa la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e l’utilizzo di idrogeno verde e carburanti a base di ammoniaca, nonché il possibile co-sviluppo di tecnologie correlate e progetti su scala gigawatt.

“Non c’è un mondo senza idrocarburi nei prossimi decenni”

Il nuovo mix energetico – dall’idrogeno alla geotermia, fino alle tecnologie Ccus per catturare la CO2 e avviarla al riutilizzo – vede nei conti di Baker Hughes una crescita impetuosa. “Trentasei mesi fa – ha osservato Simonelli – avevamo appena un centinaio di milioni di dollari di ordini. Lo scorso anno abbiamo avuto ordini per 750 milioni di dollari”. Ma il gas rimane importante: “E’ un combustibile di transizione e di destinazione – sostiene il presidente di Baker Hughes -, ed è importante continuare a sostenere la sostituzione del carbone nel passaggio a un sistema energetico più pulito”.

Per questo motivo, sostiene Baker Hughes, preoccupa lo stop imposto dal governo Usa alle autorizzazioni per la realizzazione di nuovi impianti votati all’esportazione di Gnl. “Noi non siamo d’accordo”, ha detto a chiare lettere Simonelli dal palco del Maggio, sostenendo che “non esiste un mondo senza uso di idrocarburi nei prossimi decenni”. “Si tratta di una pausa mentre aggiorniamo la nostra analisi, non è un divieto”, ha ribattuto in un panel successivo Brad Crabtree, sottosegretario all’Energia nell’amministrazione Biden, spiegando che “esamineremo gli impatti economici nazionali e internazionali, esamineremo in modo sostanziale e qualitativo la sicurezza energetica e le implicazioni per la sicurezza nazionale. E poi, naturalmente, l’ambiente: si tratta sia di emissioni di gas serra, che di impatti ambientali locali e regionali e a monte”.

In ogni caso, ha affermato Crabtree, “per quanto riguarda la produzione interna e le esportazioni, e per quanto riguarda i progetti in fase di realizzazione, siamo destinati a svolgere il ruolo più importante al mondo in termini di fornitura di prodotti al mercato globale. Questo non cambia. Quindi, in termini di sicurezza energetica degli Stati Uniti e dei nostri alleati, la situazione non cambia”. Parole accolte con sollievo dal viceministro per le Imprese e il Made in Italy, Valentino Valentini: “Spero che continuino a svolgere il ruolo che hanno svolto – ha detto, parlando degli Usa – e dobbiamo anche ringraziarli, perché l’Italia è riuscita in un anno e mezzo a completare una transizione completa”, facendo fronte al crollo dell’import dalla Russia. “Guardiamo all’America per svolgere un ruolo di stabilizzazione – ha concluso -, che è fondamentale per l’Occidente e credo per il mondo intero”.

Firmata l’intesa per il nuovo polo logistico pisano

A margine della prima giornata dell’Annual Meeting di Firenze, Baker Hughes ha anche compiuto un passo verso la realizzazione del nuovo complesso logistico-industriale che sorgerà nell’area di Pisa, di cui si parla ormai da un anno e mezzo. La futura ‘cittadella logistica’ – così la chiamano i suoi artefici – sorgerà a Crespina Lorenzana, distante una decina di minuti dalla Sgc Fi-Pi-Li, e sarà costruita da Techbau per conto del Consorzio G4, vincitore di una gara d’appalto nell’ottobre 2022, che fornirà servizi logistici a Baker Hughes per i prossimi anni. Un protocollo d’intesa è stato siglato da G4, Techbau, Baker Hughes-Nuovo Pignone, Regione Toscana e Comune di Crespina Lorenzana.

“Il protocollo accompagnerà in una sana dialettica pubblico-privata, la realizzazione di un polo competitivo per il territorio e dialogante con le altre piattaforme logistiche a controllo pubblico presenti in zona”, ha affermato il governatore Eugenio Giani, spiegando che “abbiamo anche chiesto ai soggetti privati coinvolti in questa operazione l’inserimento di una clausola sociale nella gara di appalto a tutela della continuità occupazionale rispetto al pregresso, sancita poi tramite intese sindacali, così come ci attendiamo l’attivazione di un ulteriore indotto locale”. Proprio la gara d’appalto del 2022 prevedeva la salvaguardia degli allora 60 lavoratori impiegati da B-Cube all’Interporto di Guasticce.

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Leonardo Testai

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