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Impresa

20 settembre 2023

Franchi Umberto Marmi rallenta a metà 2023, utile -12,6%

Calano le vendite in Medio Oriente, terzo mercato in ordine d’importanza, dove però l’azienda continua a investire.

Nel primo semestre 2023 Franchi Umberto Marmi ha ottenuto ricavi per 37,8 milioni di euro, in flessione del 9,6% anno su anno per il rallentamento delle vendite in Medio Oriente e sul mercato italiano che nel semestre dell’anno precedente avevano mostrato incrementi molto superiori alle medie storiche. Lo rende noto la stessa azienda, ritoccando al ribasso le stime preliminari del -9%, e annunciando che l’Ebitda adjusted è di 13,7 milioni (-18,5%), mentre l’utile del periodo è di 8,1 milioni (-12,6%).

Per il presidente e amministratore delegato Alberto Franchi “la redditività dell’azienda si conferma su livelli interessanti, nel range 35-40% che avevamo annunciato quale nostro obiettivo di medio lungo periodo”. Il Medio Oriente, malgrado la flessione di inizio 2023, “rappresenta ormai stabilmente la terza destinazione in ordine d’importanza – sostiene il presidente di Franchi Umberto Marmi – e costituirà un mercato di interesse strategico per la nostra azienda anche nel lungo periodo dato l’annuncio di importanti progetti urbanistici che verranno sviluppati in questa zona geografica da parte dei principali operatori di mercato”.

Investimenti in Medio Oriente e in Australia

Nella prima metà dell’anno Franchi Umberto Marmi ha effettuato investimenti per 2,7 milioni di euro, di cui 1,8 milioni per l’acquisizione della partecipazione nella Fum Australia Pty Ltd. L’indebitamento finanziario Netto sale a 23,6 milioni di euro al 30 giugno 2023, contro i 13,5 milioni di fine 2022.

“Per i prossimi mesi siamo confidenti di poter recuperare parte dei risultati – spiega Franchi -, visto il buon esito delle fiere espositive a cui abbiamo recentemente partecipato in Cina, come la fiera di Xiamen, e soprattutto all’imminente appuntamento del Marmomac previsto per fine settembre a Verona. Confermo infine la nostra volontà di investire sia commercialmente che attraverso partnership sui mercati in forte sviluppo come il Medio Oriente e l’Australia dai quali ci aspettiamo significativi risultati per il prossimo futuro”.

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