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Impresa

01 marzo 2023

Franchi Umberto Marmi punta decisa sull’Australia

L’azienda razionalizza le proprie attività in loco, in vista di una crescita della domanda di marmi pregiati. Bene i ricavi 2022 (+16%).

Franchi Umberto Marmi si consolida in Australia, mostrando di voler puntare con decisione sul mercato “Down under”: l’azienda di Carrara ha perfezionato l’acquisizione del 49% di Fum Australia, con una opzione per l’acquisto discrezionale e incondizionato di un altro 2%. L’operazione rientra in un piano di razionalizzazione delle attività in Australia, riunendo quindi sotto un unico veicolo tutte le attività di Fum nel territorio australiano attraverso gli showroom di Sidney e Melbourne, e governare direttamente le attività commerciali in Australia.

“L’investimento contribuirà ad espandere un mercato tra i più promettenti, un riferimento per il nostro settore e per l’intero comparto di Carrara”, dichiara Alberto Franchi, amministratore delegato di Franchi Umberto Marmi, spiegando che “l’Australia è un mercato in cui abbiamo iniziato a intravedere un’opportunità ancora prima della quotazione in Borsa. Già nel 2019 abbiamo avviato una solida alleanza con Paolo Nicolai, un collaboratore storico dell’azienda. La partnership ha permesso a Franchi Umberto Marmi di entrare in un mercato in evoluzione, con una domanda in continua crescita soprattutto nei marmi ad alto valore aggiunto, come il Calacatta e lo Statuario”.

Ricavi ok (+16%) nel 2022, boom in Medio Oriente

Proprio lo Statuario nel 2022 ha ottenuti brillanti risultati in termini di vendite, trainando i ricavi di Franchi Umberto Marmi: il +16% rispetto al 2021, con un lieve rallentamento della corsa rispetto al primo semestre dell’anno, porta il fatturato dell’azienda a quota 75,8 milioni di euro, con trend positivo in Italia (+8%), Stati Uniti (+10%) e soprattutto Medio Oriente (+154%). Meno brillante la performance in Cina, in un anno di recrudescenza della pandemia Covid-19, con vendite pari a 15 milioni di euro (-2% rispetto al 2021). Le vendite di Statuario hanno generato 24,5 milioni di euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, raggiungendo così il 33% delle vendite totali. Nello stesso periodo, il Calacatta ha mostrato valori in crescita del 15%, raggiungendo i 20,5 milioni di euro di ricavi.

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