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Territorio

10 giugno 2023

Firenze, le offerte per lo stadio slittano di 15 giorni (e intanto Fondazione Nervi ricorre al Tar)

Il Comune concede alle aziende prequalificate fino al 28 giugno. Il ricorso amministrativo per adesso non ferma la procedura.

Silvia Pieraccini

Il rendering del nuovo stadio di Firenze

Il Comune di Firenze dà 15 giorni di tempo in più alle aziende che si sono prequalificate alla gara d’appalto integrato (progettazione esecutiva + realizzazione lavori) da 170,5 milioni per il restyling dello stadio Artemio Franchi, e che avrebbero dovuto presentare le offerte entro il 13 giugno. Ora, in virtù di un provvedimento dirigenziale del 9 giugno scorso firmato dal direttore generale Giacomo Parenti, il termine è stato prorogato al 28 giugno per venire incontro – si legge nell’atto – alle richieste avanzate dalle stesse aziende. Il Comune ha “ritenuto opportuno concedere la proroga richiesta, vista la complessità della vicenda, della prestazione da realizzare e del successivo lavoro da svolgere”. La realizzazione dell’opera, ricorda il Comune, è “comunque legata alle strettissime tempistiche dettate dai finanziamenti a tal fine concessi” (cioè a quelli del Pnrr). Resta inalterato il problema dei 55 milioni di risorse Pnrr (salite a 70,3 milioni con la revisione-prezzi) revocate con decreto ministeriale del 28 aprile scorso dal Governo, e dunque mancanti, che sembra indurranno Palazzo Vecchio a effettuare l’aggiudicazione solo di alcuni lotti dei lavori (quelli coperti da finanziamento), in attesa di trovare una soluzione.

Fondazione Nervi ha impugnato l’approvazione del progetto definitivo

Intanto la Fondazione Pier Luigi Nervi Project, intitolata al progettista dello stadio e guidata dal nipote Marco Nervi, ha annunciato al Sole 24 Ore la decisione di presentare, nei prossimi giorni, un ricorso al Tar della Toscana per chiedere l’annullamento della delibera con cui la Giunta comunale di Firenze, nell’aprile scorso, ha approvato il progetto definitivo di ristrutturazione dell’impianto sportivo, progetto firmato da David Hirsch dello studio Arup, vincitore di un concorso internazionale. Il ricorso contiene anche la richiesta di sospendere in via cautelare l’efficacia dell’atto amministrativo. “Ma quel ricorso non ha influenza diretta sulle procedure di gara in corso”, ha subito fatto sapere Palazzo Vecchio.

Sollevati anche profili di incostituzionalità della norma semplifica-stadi

La delibera comunale, secondo la Fondazione, non assicura la tutela artistica dello stadio Franchi, “oscurando” di fatto la testimonianza storico-architettonica del progettista. Nel mirino c’è soprattutto la (nuova) copertura dello stadio sovrastata da un impianto fotovoltaico, considerata “fuori scala” e accusata di “alterare e impedire la percezione dell’opera”. Il motivo di ricorso si lega anche alla norma sblocca-stadi contenuta nel decreto Semplificazioni, articolo 55 bis, secondo la quale “l’esigenza di preservare il valore testimoniale dell’impianto sportivo è recessiva rispetto a quella di garantire la funzionalità dell’impianto medesimo ai fini della sicurezza, della salute e della incolumità pubbliche, nonché dell’adeguamento agli standard internazionali e della sostenibilità economico-finanziaria dell’impianto”. Questo articolo 55 bis, secondo Elisabetta Margiotta Nervi, segretaria della Fondazione, sarebbe incostituzionale proprio perché anteporrebbe la sostenibilità economico-finanziaria alla tutela artistica: è per questo che il ricorso solleva anche profili di incostituzionalità della norma.

Infine, sempre riguardo all’approvazione del progetto definitivo a opera del Comune, il ricorso solleva un vizio originario legato alla mancanza di fondi per finanziarlo, che farebbe venire meno il fondamento della gara d’appalto integrato da 170,5 milioni bandita da Palazzo Vecchio, per la quale è stato appena posticipata la scadenza per la presentazione delle offerte.

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Silvia Pieraccini

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