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31 luglio 2023

Firenze sogna notti d’Europa allo stadio (e milioni Uefa)

Fiorentina in Conference League, e la città è in lizza per ospitare Euro 2032: Nardella chiede di nuovo fondi per il Franchi.

Leonardo Testai

Un rendering del progetto di restyling dello stadio Franchi, a cura dello studio Arup.

Un doppio rilancio europeo per la Firenze del calcio: la Fiorentina è stata ripescata in Conference League per la stagione 2023/24, in seguito alla squalifica della Juventus per violazione del Fair Play Finanziario, e la città è una delle 10 italiane in lizza per ospitare – allo stadio Artemio Franchi – le partite del campionato europeo del 2032. Una novità, quest’ultima, che ha spinto il sindaco Dario Nardella a chiedere il recupero dei 55 milioni di risorse per il restyling dello stadio – imprescindibile per il buon esito della candidatura fiorentina a Euro 2032 – cancellati dalla Commissione europea perché non coerenti con la finalità dei Piani di rigenerazione urbana del Pnrr in cui erano inseriti.

La svolta su Euro 2032 è arrivata con l’annuncio del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dell’accordo con la Turchia per una candidatura congiunta italo-turca. Trattandosi delle uniche due nazioni già in lizza per ospitare tale edizione degli europei, si può dare per scontato che il prossimo 10 ottobre l’esecutivo dell’Uefa proceda all’assegnazione. Tuttavia, la candidatura congiunta fa sì che siano adesso in lizza per ospitare la manifestazione solo cinque città italiane, fra le dieci selezionate in origine: Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Cagliari.

Serve il restyling per battere la concorrenza

Viene considerato probabile che la Uefa, se accetterà la proposta italo-turca, conceda più tempo alle due federazioni nazionali per presentare ciascuna la propria lista di cinque sedi, più una di riserva, da stilare anche in base ai progetti di stadi (nuovi o riqualificati) in corso di realizzazione, o comunque con finanziamenti già stanziati. Sicure Milano, Torino, Roma e Napoli – le stesse città che ospitarono l’ultimo europeo organizzato interamente in Italia, nel 1980 – Firenze dovrà avere certezze sul restyling del Franchi per battere la concorrenza di Cagliari (dove si è tenuta a inizio luglio la prima conferenza dei servizi per la nuova Cagliari Arena da 25mila posti), Bologna (con un progetto di ristrutturazione in prospettiva 2027), e Bari (col vecchio San Nicola di Italia ’90 che, grazie agli interventi ora in corso, tornerà ad avere l’omologazione per gli incontri internazionali).

“Abbiamo assicurato a Gravina che Firenze farà la sua parte per realizzare uno stadio di prima qualità e all’altezza della competizione e delle aspettative”, ha affermato Nardella, che ha partecipato alla videoconferenza con cui il presidente federale ha annunciato ai 10 Comuni in lizza la candidatura congiunta Italia-Turchia. “Questa notizia rappresenta una spinta inaspettata ed eccezionale al nostro progetto di riqualificazione dello stadio Franchi – sostiene -, e apre la strada in modo inequivocabile ad una soluzione finale con il Governo per sostituire il finanziamento dei 55 milioni di euro che sono stati tolti alla nostra città tre mesi fa”.

La Conference League porta premi (e presenze turistiche)

Altri milioni, invece, potranno prendere la via di Firenze grazie al ripescaggio della Fiorentina in Conference League, competizione dove il club viola a maggio ha sfiorato il trionfo, sfumato nella finale di Praga per un gol al 90° minuto del West Ham. Ovviamente i premi Uefa, gli incassi al botteghino, e i bonus calcolati dalla federazione sulla base del mercato televisivo sono vincolati all’avanzamento della squadra attraverso i singoli turni: la scorsa stagione il percorso fino alla finale ha fruttato al club del patron Rocco Commisso una cifra intorno ai 18 milioni di euro, che sarebbero saliti a 20 milioni in caso di vittoria a Praga.

L’avventura europea può generare anche ricadute positive sulle attività economiche del territorio, grazie ai flussi turistici dei tifosi stranieri che accorreranno a Firenze. Nella Conference League 2022/23, basandosi sui dati del botteghino, le otto squadre avversarie della Fiorentina hanno portato allo stadio Franchi circa 12mila tifosi stranieri che, secondo quanto stimato da T24 in base ai parametri sulla spesa turistica procapite, hanno prodotto una spesa non inferiore a 1,6 milioni di euro, naturalmente al netto del biglietto per la partita. Ricadute positive sono prevedibili anche per il turismo outgoing, con le trasferte dei tifosi viola.

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Leonardo Testai

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