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Industria

25 settembre 2023

Ex Gkn, Qf prepara i licenziamenti a fine anno (e fine Cig)

Comune e Regione fanno appello al Mimit per riaprire il tavolo nazionale sulla vertenza, fermo dall’inverno scorso.

Leonardo Testai

Senza certezze sulla reindustrializzazione, con la fine degli ammortizzatori sociali che si avvicina, riparte il conto alla rovescia per i licenziamenti alla ex Gkn di Campi Bisenzio. La cassa integrazione terminerà a fine anno: Qf Spa in liquidazione aveva tempo per presentare la richiesta di licenziamento collettivo con almeno 75 giorni di anticipo rispetto alla data di scadenza degli ammortizzatori, ragione per cui a Campi la convocazione era attesa per la metà di ottobre. Ma la società, tuttora proprietaria dello stabilimento, e che ha ancora in carico 180 lavoratori dei 422 originari, ha anticipato i tempi, e ha inviato una Pec sabato 24 sera per chiedere l’incontro di rito in cui comunicare l’avvio della procedura.

“Governo inattivo, il tavolo non è riunito da marzo”

“Avevamo preavvertito anche il Ministero che i licenziamenti potevano arrivare a giorni, se non ad ore, il governo quindi non poteva non sapere, e questo tavolo è stato fatto sparire da marzo in poi”, lamenta la Rsu ex Gkn, che chiede ai vertici del Mimit – il ministro Adolfo Urso, e la sottosegretaria Fausta Bergamotto – di riaprire il confronto a Roma. Richiesta avanzata anche dal Comune di Campi, e dalla Regione Toscana. “E’ il momento che il governo faccia la sua parte”, afferma il governatore Eugenio Giani. “Questo silenzio e questa inattività – accusa Valerio Fabiani, consigliere speciale per le crisi aziendali – non sono più scusabili. Da marzo scorso il tavolo nazionale aperto a Roma non viene riunito e questa è una vertenza nazionale che non può essere scaricata sul territorio”.

La vicenda ex Gkn, secondo la Regione, potrebbe essere affrontata con l’impiego di strumenti di cui il Governo dispone a sostegno di piani d’impresa. Fallito il tentativo dell’imprenditore-advisor Francesco Borgomeo, le prospettive di reindustrializzazione sono però tutte da chiarire: dopo che la stessa Regione ha presentato il consorzio Abaco come possibile acquirente dello stabilimento, da trasformare in un “condominio” di imprese, la cooperativa Gff formata dai lavoratori di Campi ha siglato un accordo non vincolante da 6 milioni di euro con investitori istituzionali. “La cooperativa dei lavoratori è nel pieno della campagna per l’azionariato popolare – ha spiegato la Rsu – e sta preparando la due giorni di convergenza sul piano industriale delle cargo bike”, il 30 settembre e il 1 ottobre, al presidio di Campi. Il Pd chiede esplicitamente a Governo di sostenere il piano della coop:, “che rappresenta ad oggi l’unica possibilità reale di garantire la continuità occupazione e produttiva”, afferma il segretario regionale Emiliano Fossi.

Ex Gkn come ex Bekaert (che sta rinascendo)

In assenza di un percorso di reindustrializzazione ben definito, per la ex Gkn l’orizzonte è lo stesso della ex Bekaert di Figline Valdarno: cessazione delle attività, licenziamento dei dipendenti, e un periodo di stasi con due sbocchi possibili. Il primo è quello che si sta verificando proprio a Figline, con la nascita (annunciata) del nuovo polo per le energie alternative. Il secondo, è il riuso dell’area per fini diversi dall’industria in senso stretto. “Questo territorio non può permettersi un epilogo così, e non può permettersi nessun rischio di speculazione immobiliare”, afferma il sindaco Andrea Tagliaferri, dando voce a timori diffusi tra i lavoratori.

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Leonardo Testai

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