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23 novembre 2023

Comunità energetiche rinnovabili, dalla Ue 5,7 miliardi

Ok dell’Europa al decreto del ministero che regola le Cer, e a un finanziamento pubblico di alcuni miliardi. Resta insoluto il nodo delle imprese.

Energia solare

La Commissione europea ha infine dato l’ok al decreto del ministero dell’Ambiente che regola le Comunità energetiche rinnovabili (Cer), e a un finanziamento pubblico da 5,7 miliardi per sostenerle. “E’ una svolta nel rapporto tra cittadini ed energia” secondo il ministro Gilberto Pichetto, che prevede la nascita nei prossimi anni di 15-20mila Cer in Italia. “Una novità che potrebbe portare vantaggi anche alla Toscana – spiega Tiziano Pieretti, vice presidente di Confindustria Toscana Nord con delega energia e ambiente – dove ci sono alcune Cer ancora in attesa di partire per la mancanza del decreto attuativo, del resto in attesa della decisione europea. Chi ha tetti fotovoltaici o impianti a biomasse potrà usufruirne. Rimangono fuori le grandi imprese perché la limitazione del decreto è di un megawatt/h”.

Il decreto prevede tariffe agevolate e fondi agli impianti

Una comunità energetica rinnovabile è un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e talvolta piccole e medie imprese, che si mettono insieme per produrre e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. In pratica, un gruppo di cittadini, un condominio, un piccolo Comune, si associano con una società energetica. Questa costruisce sul posto una piccola centrale a fonte rinnovabile (eolica, solare, idroelettrica, a biomasse) e fornisce elettricità agli associati.Le comunità otterrebbero così corrente a basso prezzo e ridurrebbero le emissioni. Si chiama “produzione diffusa”: non più grandi centrali ma tanti piccoli impianti sparsi sul territorio.

3,5 mld dal prelievo delle bollette, uno da 2,2 mld dal Pnrr

Il piano di aiuti del governo alle comunità energetiche approvato dalla Ue prevede due stanziamenti. Uno di 3,5 miliardi di euro, finanziato con un prelievo sulle bollette elettriche di tutti gli utenti, per garantire per 20 anni alle comunità una tariffa elettrica vantaggiosa. Il secondo stanziamento, di 2,2 miliardi, viene dal Pnrr: servirà a finanziare fino al 40% i progetti per la costruzione degli impianti in Comuni con meno di 5.000 abitanti, fino alla capacità complessiva di 2 gigawatt. La potenza dei singoli impianti non può superare 1 megawatt.

Il ministro ottimista: “Nasceranno 20mila Cer in Italia”

Il ministro Pichetto mesi fa aveva previsto la nascita nei prossimi anni di 15-20mila Cer in Italia. In Toscana, sono nei mesi scorsi erano state presentate nove esperienze di comunità energetiche rinnovabili (Cer) costituite in ambito regionale, favorendo il confronto tra buone pratiche, soprattutto per le famiglie in difficoltà a pagare le bollette, e per condividerne il percorso intrapreso. Sono la Cer Consorzio Zona Industriale Apuana (MS), Cer del Comune di Calenzano (FI), le Cer del Comune di Gavorrano (GR), Cer dell’Isola d’Elba dei Comuni di Marciana Marina e Portoferraio (LI), Cer Valdarno del comune di Montevarchi (AR), Montemurlo Green (PO-PT) Associazione Sienaenergie (SI), Cer del comune di Vicchio (FI). Quel che è certo è che la Regione Toscana ha stanziato 20 milioni di euro per le Cer e il Pnrr.

A fine 2022, secondo i dati del Gse (Gestore dei servizi energetici, la società pubblica per la promozione delle rinnovabili) le Cer in Italia erano solo 21, più 46 “configurazioni di autoconsumo collettivo”, in pratica comunità molto piccole. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “l’Italia è un modello in Europa nel contrasto alla povertà energetica. Un esempio di ambientalismo pragmatico e non ideologico”. Più prudenti i deputati Pd Simona Bonafè e Marco Simiani, deputati toscani del Pd: “Attendiamo adesso di conoscere nel dettaglio il provvedimento, per verificare se siano state recepite le indicazioni delle imprese e dei consumatori e se siano realmente presenti misure efficaci ed incentivi adeguati”.

Resta insoluto il nodo delle imprese

Le Cer saranno comunità piccole, condomini, gruppi di cittadini, Comuni o chiese ma alle imprese chi ci pensa? “Queste iniziative non hanno pensato alle aziende che avrebbero bisogno di altri strumenti – continua Tiziano Pieretti -. Potrebbero certo esserci piccole imprese in grado di fornire energia, per esempio per il riscaldamento, ai Comuni, ma se penso all’eccesso di energia prodotto da grandi aziende come le cartiere di Lucca mi chiedo che fine farà tutta quella potenzialità”.

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