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06 novembre 2023

Alluvione in Toscana, prime risposte per le aziende colpite (anche sui rifiuti)

Il vicepremier Tajani a Prato annuncia un pacchetto da 300 milioni. Confindustria chiede rapidità negli interventi.

Leonardo Testai

Con la nuova settimana arrivano le prime risposte per le imprese che sorgono nelle aree della Toscana devastate dall’alluvione. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani oggi a Prato, accompagnato dai rappresenti di Sace, Simest e Ice, ha incontrato istituzioni e rappresentanti delle aziende, annunciando 100 milioni a fondo perduto per le aziende che esportano e hanno il 3% di export nel fatturato, più altri 200 milioni di prestiti agevolati in aggiunta, con moratoria per le rate dei prestiti Sace. Fondi che, ha detto Tajani, “potranno essere dati già entro la fine di questo mese”. Inoltre l’Ice agevolerà la presenza delle aziende colpite alle fiere internazionali.

Tajani ha spiegato che sarà valutata l’estensione o meno dell’emergenza alle altre province della Toscana, quelle di Massa e Carrara e di Lucca non inizialmente comprese nell’ordinanza del governo per l’emergenza. “E’ stata una riunione molto positiva – ha detto il vicepremier -, perché sono state fatte poche chiacchiere, abbiamo parlato di problemi concreti, di finanziamenti e abbiamo dato risposte su come accedere ai fondi, che tipo di finanziamento e sostegno. Ho ascoltato anche le richieste che vengono dal mondo delle imprese destinate ai miei colleghi. Riferirò specialmente la richiesta di più sgravi e meno cassa integrazione ai ministri Giorgetti e Calderone, toccherà a loro prendere le decisioni del caso”.

Confindustria chiede rapidità: “Altrimenti perdiamo lavoro”

Per Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, “abbiamo bisogno di ripartire immediatamente e chiediamo rapidità, al commissario Giani ai sindaci, a tutti. C’è l’immediata esigenza di rimettersi a lavorare, perché altrimenti perdiamo clientela, lavoro e la nostra immagine nel mondo”. Particolarmente colpito è il sistema moda pratese: il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini ha esortato a “salvaguardare l’integrità della filiera”, perché con l’alluvione “molte aziende hanno avuto danni incredibili ai macchinari e non solo. Per questo sono importanti i fondi del ministero degli Esteri ma servono a breve anche misure più importanti da parte di altri ministeri”.

Secondo Matteini, “la variabile fondamentale è lo stato dei macchinari. Stato che in molti casi non è ad oggi possibile precisare perché non ci sono ancora le condizioni per testarli. Occorre capire, per i macchinari alluvionati, se vanno rottamati, se possono essere riparati in maniera non troppo onerosa o se fortunatamente possono ripartire immediatamente o quasi. Da queste diverse opzioni passa una forbice di cifre che potrebbe essere dell’ordine di decine oppure di centinaia di milioni. Intanto per i materiali e le strutture possiamo dire che una stima prudenziale è non inferiore ai 100 milioni, che nelle ipotesi più negative per lo stato dei macchinari potrebbero dover essere moltiplicati per 4, 5 o anche 10”.

Rimane critica la situazione anche per le aziende artigiane colpite. “Siamo ancora in stato di emergenza”, afferma Paolo Conti, presidente di Cna Piana Fiorentina, secondo cui “nella zona industriale tra Capalle e via Fratelli Cervi le aziende sono in ginocchio”. Nel centro di Campi Bisenzio invece hanno cominciato a riaprire i primi negozi, ripuliti dal fango e dai detriti. “Ci sono zone di Campi dove soprattutto negli scantinati c’è molta acqua – spiega Fabrizio Matucci (Confcommercio Firenze) -, e ci sono difficoltà nel farla defluire perché i terreni sono saturi”.

Gestione più semplice per i rifiuti

Se le banche stanno proponendo finanziamenti agevolati e sospensione dei mutui, nuove risposte arrivano anche sul fronte dei rifiuti. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha firmato una nuova ordinanza che stabilisce il modo in cui saranno gestite quattro tipologie di rifiuti post alluvione. In particolare per quanto riguarda i rifiuti speciali alluvionati, viene consentita una deroga ai codici identificativi dei rifiuti per semplificare il conferimento i discarica, in modo che tutte le discariche autorizzate a gestire rifiuti speciali possano gestire i rifiuti speciali alluvionati.

I fanghi acquosi saranno gestiti direttamente da Publiacqua tramite la contrattualizzazione ed il coordinamento degli spurghisti. I fanghi palabili, se provenienti da civili abitazioni, edifici pubblici e aree industriali, dovranno essere posizionati in aree individuate dai Comuni e lì saranno gestiti come rifiuti urbani. Viene inoltre consentito a tutte le discariche della Toscana di accogliere i rifiuti provenienti dalle aree alluvionate derogando ai quantitativi giornalieri e annuali autorizzati.

Secondo un primo calcolo di Alia sui rifiuti urbani, nei comuni dell’Ato Toscana Centro colpiti dall’alluvione sono circa 45.000 le utenze coinvolte, distribuite su circa 900 strade, per una stima di 100.000 tonnellate e 350.000 metri cubi di materiale da rimuovere. “Dobbiamo individuare una o più aree di stoccaggio temporaneo, meglio ancora un’area per Comune – ha sottolineato Giani -, dalle quali possa attingere il gestore per portarli via, o ad ulteriori aree di stoccaggio più lontane dai centri abitati o agli impianti, tenendo conto che per smaltire questa immensa mole di rifiuti potranno non essere sufficienti gli impianti toscani”.

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Leonardo Testai

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