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Territorio

14 novembre 2023

Alluvione in Toscana, decine di imprese ancora ferme

Nei casi peggiori, secondo la ricognizione di Confindustria Toscana Nord, lo stop durerà ancora alcune settimane.

A dodici giorni dall’alluvione che si è abbattuta sulla Toscana centrale, decine di aziende non hanno ancora ripreso l’attività. Secondo il monitoraggio effettuato da Confindustria Toscana Nord, delle 150 imprese industriali censite tra Prato, Pistoia e Lucca, più i comuni fiorentini di Campi Bisenzio e Calenzano che fanno parte del distretto tessile pratese, la metà ha riportato danni così consistenti da non aver ancora ricominciato a produrre. In qualche caso, sottolinea l’associazione, rimarranno inattive ancora per alcune settimane.

Nuova ordinanza per facilitare le vendite

Nel frattempo il commissario per l’emergenza Eugenio Giani ha emanato una nuova ordinanza, in virtù della quale le attività produttive delle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato danneggiate dal maltempo di inizio novembre, con danni adeguatamente accertati, potranno vendere fino al 15 dicembre i loro prodotti – con imballaggi e confezioni danneggiate dall’alluvione – anche al di fuori dei locali di produzione, degli esercizi commerciali o all’esterno, su aree pubbliche o private indicate dai Comuni, senza bisogno di ulteriori titoli. Anche le imprese agricole potranno vendere i loro prodotti direttamente in spazi pubblici e privati.

Le vendite saranno consentite anche a prezzi ribassati, scontati, per invitare i consumatori e favorire l’afflusso di liquidità immediata alle imprese. L’obiettivo, ha spiegato Giani, è “favorire la vendita di tutti quei prodotti già pronti ma che a causa dell’alluvione rischiano di non essere commercializzabili attraverso i consueti canali di vendita”, al fine di “aiutare concretamente le aziende produttrici che hanno bisogno di liquidità immediata e rischiano invece di dover buttare via anche prodotti integri nella loro funzionalità ma con imballaggi danneggiati. Chi vuol aiutare le aziende colpite dall’alluvione potrà avere anche questo strumento per farlo”.

Un plauso all’ordinanza arriva da Paolo Gori, vicepresidente di Confartigianato Imprese Firenze: “Oltre ai danni veri e propri che hanno colpito direttamente il tessuto produttivo di un territorio che è ad alta vocazione imprenditoriale – osserva -, ci sono, a caduta, i danni per i mancati introiti con una contrazione delle vendite già impattante”.

Dubbi sui ristori in attesa della relazione di Giani

In merito alle risorse per i ristori a famiglie e imprese, dopo la delusione per le garanzie non offerte dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci nel suo sopralluogo a Campi Bisenzio, i senatori Pd eletti in Toscana propongono un emendamento al decreto legge 145 chiedendo che venga stanziata una dotazione finanziaria iniziale di 550 milioni. “L’esperienza che abbiamo vissuto in Emilia Romagna non ci fa stare tranquilli”, ha affermato Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ricordando che “abbiamo anche lì assistito a grandi dichiarazioni sui social, e i soldi per l’Emilia Romagna li stiamo ancora cercando. Non vorremmo che in Toscana avvenisse la stessa cosa”.

Fabrizio Curcio, capo dipartimento della Protezione Civile, cerca di stemperare i toni: “Noi abbiamo dichiarato lo stato di emergenza – ha affermato – ponendo la cifra che serve per accedere alla dichiarazione di stato di emergenza, non avendo in poche ore contezza delle necessità. Ora il commissario delegato, il presidente della Regione Eugenio Giani, deve fare una ricognizione sulle attività di assistenza alla popolazione, del ripristino dei servizi essenziali, sulle famiglie e imprese colpite. All’esito della ricognizione che porterà via circa un mese, si vedranno le risorse necessarie, le presenteremo al Governo che farà valutazioni opportune”. (lt)

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