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Innovazione

10 aprile 2024

Addio metaverso, nella moda è l’ora dell’AI. Ma sulla trasparenza della filiera c’è da fare

All’e-P Summit organizzato a Firenze da Pitti Immagine per divulgare le tecnologie nel fashion riecheggia il caso della Giorgio Armani Operations.

Silvia Pieraccini

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L'e-P Summit 2024 alla STazione Leopolda di Firenze

La riprova che l’innovazione tecnologica nella moda viaggia veloce si è vista all’e-P summit, l’appuntamento di Pitti Immagine (un mix di espositori, startup, presentazioni e tavole rotonde) dedicato ai rapporti tra moda e mondo digitale, organizzato alla Stazione Leopolda di Firenze. Nelle scorse edizioni gli strumenti-chiave per il settore sembravano essere il metaverso, la blockchain, la progettazione 3D, lo showroom virtuale. Oggi quasi più nessuno parla di queste tecnologie, mentre l’attenzione è concentrata sull’intelligenza artificiale – destinata a permeare trasversalmente tutti i processi produttivi e distributivi – e sulla trasparenza della filiera.

La sostenibilità deve attecchire nei consumi di massa

Con un allarme-monito lanciato da Roberto Lombardi, responsabile Sustainability & Esg di Guess Europe: per realizzare un vero cambiamento nella moda – producendo meno, meglio e in modo più trasparente – bisogna partire dalla massa, perché sono i consumi di massa che incidono davvero. “E invece – ha detto Lombardi – sul fronte della sostenibilità vedo che si fatica a fornire soluzioni su larga scala che possano ridurre l’impatto ambientale, mentre le tecnologie sono ben sviluppate per il marketing e il commerciale”.

La trasparenza della filiera è sempre più strategica

La trasparenza della filiera produttiva è stata al centro di una tavola rotonda che ha messo in luce i passi che restano ancora da fare – nonostante le tecnologie siano già disponibili sul mercato – e che saranno spinti dalle norme europee in arrivo (la direttiva sulla due diligence aziendale, il regolamento sulla progettazione ecocompatibile che prevede anche il passaporto digitale del prodotto).

L’importanza della trasparenza della filiera è ormai strategica, come si è visto nei giorni scorsi con l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Milano per la Giorgio Armani Operations (Gao), l’azienda di progettazione e produzione di abbigliamento e accessori del gruppo Armani. L’accusa è non aver controllato la catena di fornitura di borse e cinture, formata da un appaltatore italiano che subappaltava (anche) a quattro laboratori cinesi di Milano e Bergamo, che sfruttavano i lavoratori evadendo tasse e contributi e ignorando le misure di sicurezza ( i quattro titolari cinesi sono indagati per caporalato).

I poli che aggregano terzisti sono più avanti nella sostenibilità

“Per avere una filiera sostenibile occorre scartare i laboratori non virtuosi – ha spiegato Claudio Rovere, fondatore e presidente di Hmoda, il gruppo formato da 16 terzisti del settore con 310 milioni di ricavi 2023 – e per far questo occorre investire in formazione, per assicurarsi la manodopera che sa fare, e in trasparenza e sostenibilità. In questo senso i gruppi che aggregano imprese, come il nostro, hanno una marcia in più rispetto alle società indipendenti perché possono dedicarsi a questi temi, lasciando le proprie aziende operative libere di concentrarsi sulla produzione”.

Pitti Immagine vuol aiutare le aziende ad anticipare i cambiamenti

L’idea di Pitti Immagine è di offrire alle aziende di moda, attraverso l’e-P Summit, una piattaforma che le aiuti ad anticipare i cambiamenti e a scoprire le soluzioni disponibili, “per affrontare le sfide di un futuro – spiega Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – che richiede un approccio sempre più integrato, efficace e responsabile”.

UniCredit seleziona startup fashion tech

Alle innovazioni tecnologiche guarda con interesse una banca come UniCredit, che ha creato da 10 anni una piattaforma di business, Unicredit Star Lab, per selezionare startup e Pmi innovative: “Nel fashion oggi innovare è una necessità – ha detto Giusy Stanziola di Unicredit Start Lab – e l’interazione tra startup e aziende consolidate sta finalmente accelerando”. Pitti Immagine in collaborazione con Unicredit ha lanciato anche l’Innovation call per offrire alle otto startup fashion tech selezionate da un comitato scientifico la possibilità di competere al premio e-P Summit Innovation Award che mette in palio cinquemila euro. Tra queste otto Unicredit sceglierà quella che accederà alla piattaforma Unicredit Start Lab.

Autore:

Silvia Pieraccini

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