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Formazione

08 marzo 2023

A Didacta la scuola (e l’orientamento) del futuro, con le imprese

Alla fiera risuonano appelli a un maggiore allineamento dell’offerta formativa con le esigenze delle aziende.

Fra nuove classi sul metaverso, guide operative per l’internazionalizzazione, e canali tematici sul sociale, la sesta edizione di Fiera Didacta Italia ha richiamato per la sua prima giornata a Firenze una vasta platea di docenti, dirigenti scolastici, educatori e operatori provenienti da tutta Italia, per confrontarsi sulle prospettive future della scuola, e prendere visione delle nuove proposte delle aziende espositrici – 342 quest’anno, contro le 230 dell’anno scorso – che compongono la filiera italiana (e anche toscana) dell’istruzione.

Ma dalla cerimonia inaugurale della rassegna, con un videomessaggio del ministro Giuseppe Valditara e la presenza del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, oltre al matrimonio fra la scuola e le nuove tecnologie, emerge come tema forte la necessità di invertire la tendenza al disallineamento fra l’offerta di istruzione e formazione che viene dal mondo della scuola, e la domanda delle imprese: un disallineamento evidenziato sempre più spesso nelle indagini sulla dinamica occupazionale, e bisognoso di una correzione anche attraverso azioni mirate di orientamento.

Competenze trasversali per digitale e sostenibilità

“Oggi le imprese cercano tanti giovani con qualifiche e diplomi professionali”, ha detto Centinaio, e “i settori in cui c’è maggiore richiesta sono il turismo, la ristorazione e le imprese manifatturiere”. Secondo l’ex ministro dell’Agricoltura e del Turismo, “il numero dei possibili candidati a questi posti di lavoro è insufficiente: gli studi professionali sono ancora visti come scuole di serie B, e la scelta viene spesso scoraggiata in favore di istituti ritenuti più prestigiosi, con il risultato che troppe volte chi completa gli studi rimane senza niente in mano. Ecco quindi l’importanza dell’orientamento”.

Ma non c’è solo questo: la seconda questione sul campo, secondo Centinaio, “riguarda chi esce dagli istituti professionali, che secondo le aziende non ha ancora una formazione adeguata ad entrare nel mondo del lavoro: perché non ha fatto abbastanza esperienza, pratica, ma anche perché non ha quelle competenze trasversali che oggi sono richieste per esempio in materia digitale e di sostenibilità. Per questo sono importanti le opportunità formative successive al diploma che offrono percorsi di selezione e formazione tecnica”.

“L’istituto professionale non è una seconda scelta”

Musica per le orecchie di chi, a Firenze e in Toscana, da tempo insiste su questo punto: ultima, la Uil che ha invocato un ripensamento del sistema formativo. “Noi stiamo cercando di indirizzare ogni anno 6mila studenti – ha affermato Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze -, cerchiamo di connetterci con loro per cercare di spiegare com’è il lavoro. Dall’altra parte, abbiamo necessariamente da risolvere un problema culturale, sul fatto che gli istituti professionali non sono una seconda scelta. Aiutiamoci, tutti noi, a diffondere il concetto che chi va all’istituto professionale è semplicemente uguale agli altri, per cui noi potremo finalmente trovare molta più forza lavoro, educata secondo uno stile diverso, più vicino alle imprese”.

In un simile scenario, un sempre maggiore ruolo per gli Its rappresenta una delle risposte possibili: e proprio gli Its sono presenti a Didacta con stand espositivi e attività. “Il sistema Its è in crescita – ha affermato Guido Torrielli, presidente della Rete Its Italy – ma un ruolo fondamentale lo avranno i fondi del Pnrr quando saranno effettivamente nella disponibilità degli istituti. E’ allora, grazie a quelle risorse, che progetti e strutture ancora più ambiziose potranno trovare realizzazione accelerando ulteriormente il processo di crescita degli Its”.

Occasioni di incontro fra docenti e mondo delle imprese

Agli Its è dedicato il seminario del 9 marzo di Unioncamere, al padiglione Arsenale, riflettori puntati sul seminario ‘Certificazione delle competenze: dalla formazione in aula alla coprogettazione di esperienze aziendali di qualità per gli Its Academy’. Il seminario intende promuovere la certificazione delle competenze degli studenti maturate in contesti non formali per la filiera di istruzione professionalizzante, fino al livello terziario, con la coprogettazione di esperienze di qualità in contesti aziendali sicuri in sinergia tra scuole e sistema Its Academy finalizzata alla certificazione di parte terza valorizzabile, nella forma di open badge, nel cv dello studente.

L’economia circolare è invece protagonista nelle iniziative di Biorepack, il Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, che organizza due convegni sempre il 9 marzo per i docenti delle scuole secondarie superiori e delle università. ‘Nuovi saperi e nuove competenze per la bioeconomia circolare’, e ‘La bioeconomia circolare: scenari economici, ambientali e sociali. Il caso di studio: la filiera delle bioplastiche’. “La bioeconomia, già oggi, copre il 6,4% del valore aggiunto pari a 100 miliardi di euro e dà lavoro a 2 milioni di persone”, afferma Biorepack, secondo cui “per consolidarne lo sviluppo e assicurare di sfruttare tutte le sue potenzialità, è necessario un forte coinvolgimento delle future generazioni che le aiuti a comprendere come, grazie alla bioeconomia, possano svilupparsi occasioni di crescita e sviluppo sostenibile”.

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