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27 marzo 2024

Via libera al Poc di Firenze (emendato), termina l’era Nardella

Previsti circa 500.000 mq di superfici oggetto di trasformazione o cambio di uso, con investimenti per oltre 1,1 miliardi.

Leonardo Testai

Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze

E’ una maggioranza risicata – solo 19 i voti favorevoli – quella che, dopo tre giorni di dibattito a Palazzo Vecchio, ha approvato il Piano operativo comunale (Poc) di Firenze, il nuovo regolamento urbanistico della città adottato nel gennaio 2023, e poi rivisto ed emendato fino alla vigilia dell’approvazione in Consiglio comunale. Il sindaco Dario Nardella, al passo d’addio con le elezioni del prossimo giugno dopo due mandati, ha espresso l’auspicio “che questo sia l’ultimo Poc comunale e tra 10 anni ce ne possa essere uno unico metropolitano”. L’eredità politica è anche quella di un centrosinistra spaccato: a fronte del voto favorevole di Pd, Lista Nardella e dell’ex leghista Michela Monaco, Italia Viva ha optato per il non voto, e il gruppo di Firenze Democratica ha votato contro, annunciando l’uscita dalla maggioranza a meno di tre mesi dalle elezioni.

Secondo Nardella il Poc vale 30mila posti di lavoro

Il piano è articolato in 193 schede, di cui 49 quelle che riguardano immobili privati, e 144 quelle che definiscono aree di trasformazione pubbliche quali verde urbano, parcheggi, infrastrutture per la mobilità, scuole, servizi collettivi. Nella relazione illustrata in aula, Nardella ha sottolinato che sono previste circa 500.000 mq di superfici oggetto di trasformazione o cambio di uso che comportano investimenti per oltre 1,1 miliardi, e quindi la creazione di oltre 10.000 posti di lavoro diretti e 20.000 posti di lavoro indiretti.

La trasformazione della città, secondo Nardella, viene affidata “al riuso di aree già urbanizzate attraverso interventi di conservazione e trasformazione tesi a recuperare diffusamente qualità urbana ed ambientale, con potenziamento di infrastrutture e dotazioni collettive, introduzione di un mix funzionale sensibile alle nuove esigenze, miglioramento delle prestazioni di spazi e attrezzature. Gli interventi di riuso riguardano ben oltre 220.000 mq su 280.000 previsti). Per quanto riguarda la nuova edificazione si prevede che la superficie derivi nella sua quasi totalità dalla perequazione. La nuova edificazione riguarda quasi esclusivamente residenza o funzioni direzionai e di servizio”.

Le novità del maxiemendamento

Fra le novità apportate negli ultimi giorni, l’esclusione dal Poc della norma sugli affitti brevi – che comunque rimane in vigore almeno fino al pronunciamento del Tar Toscana sui ricorsi, con udienza fissata per il 9 maggio a Firenze. Ma c’è anche un maxiemendamento che, ha detto Nardella illustrandolo, “prende le mosse da alcune proposte emendative emerse da alcuni consiglieri comunali”, ossia il gruppo di Iv, e gli ex leghisti Andrea Asciuti ed Emanuele Cocollini. Fra le novità introdotte dall’emendamento, l’innalzamento dal 20% al 30% della quota di posti letto convenzionati che dovranno assicurare tutti i soggetti “che realizzano studentati per attività turistico-ricettive”. Sempre per gli studentati, invece di mantenere i 60 giorni fissi per l’uso turistico-ricettivo si mantengono solo 30 giorni fissi, coincidenti col mese di agosto, e si prevedono gli altri 30 giorni liberi spalmati nell’arco dei mesi rimanenti, con una comunicazione della programmazione annuale dei periodi e dei posti letto a fini turistico-ricettivi.

Altro punto riguarda l’housing sociale, dove per quel che riguarda gli interventi conservativi si consente una maggiore flessibilità verso la monetizzazione, e si aumenta dal 10% al 20% la superficie da destinare alla residenza convenzionata anche rivolta alla popolazione studentesca. Giro di vite anche sule dotazioni degli immobili residenziali: per gli alloggi fino a 59 mq si consente la possibilità di realizzare fino a 2 servizi igienici, mentre per gli alloggi superiori ai 60 mq il criterio sarà quello di realizzare un servizio igienico ogni 30 mq. Riguardo alle opere pertinenziali su resede esistenti, l’emendamento prevede che le superfici non pavimentate devono essere ombreggiate mediante il mantenimento o la piantagione di alberi con copertura arborea minima del 50%.

L’area-Del Re strappa e va all’opposizione

Altri cambiamenti, però, erano stati apportati già dalla versione del Poc approvata dalla giunta successivamente all’estromissione dalla giunta dell’assessora all’urbanistica Cecilia Del Re, lamentano i consiglieri di Firenze Democratica. “Era un piano progressista – ha commentato la stessa Del Re -, è diventato un piano in troppi aspetti conservatore per scelte compiute successivamente e giravolte continue. Si continuano a vendere immobili pubblici, nonostante la stessa candidata del Pd annunciando la sua candidatura avesse sostenuto di voler cambiare rotta, si favorisce la rendita, si riducono la possibilità di investimento nell’Erp. Manca la parte del verde pubblico perché doveva essere contenuto nel piano del verde, che però non è stato poi neppure adottato, e si continua a lisciare il pelo al turismo di massa con norme ambigue che favoriscono ancora gli studentati per anche i turisti tutto l’anno”.

Allo stesso modo, lamenta Firenze Democratica, “sono stati bocciati i nostri emendamenti che chiedevano al consiglio comunale di prendere una posizione, con una integrazione alla relazione del Poc, sul tema del collegamento del centro storico, anche solo con un sistema di tpl elettrico, perché il tema fosse affrontato e il centro non fosse destinato a restare un museo a cielo aperto, e sullo scudo verde perché si mettesse un indirizzo verso la costruzione della grande Firenze, che non tassa i lavoratori pendolari dell’area metropolitana, per una città più giusta non solo da un punto di vista ambientale ma anche sociale”

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Leonardo Testai

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