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11 novembre 2022

Turismo in ripresa (+32%), ma mancano ancora 6 milioni di pernottamenti

Analisi dell’Irpet sui primi otto mesi dell’anno. La crisi energetica e inflazionistica rischia di fermare il recupero dei livelli pre-Covid.

Silvia Pieraccini

Settembre e ottobre 2022 sono stati due mesi molto buoni per il turismo italiano e toscano, che contribuiranno al recupero di un’altra fetta del terreno perduto durante la pandemia. Un terreno che però, essendo stato ferito in modo così ampio e profondo, mostra ancora segni di sofferenza.

A certificarlo è l’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, nella nota congiunturale che analizza l’andamento turistico fino a fine agosto. “La distanza tra le presenze nei primi otto mesi del 2022 e quelle nello stesso periodo del 2019, prima della pandemia – scrive l’istituto di ricerca – si riduce sensibilmente e in modo progressivo, pur rimanendo ancora apprezzabile (-15,2%)”.

Rispetto al 2019 cresce solo la Val d’Orcia

In pratica da gennaio a fine agosto in Toscana ci sono stati 32,5 milioni di pernottamenti in alberghi e strutture extralberghiere, contro gli oltre 38 milioni del 2019. All’appello mancano quasi sei milioni di pernottamenti. L’unica area del mondo che è cresciuta rispetto al 2019 è quella che comprende Germania, Austria, Svizzera e Lussemburgo (+6,1% le presenze nei primi otto mesi). Tutte le altre, dagli Usa al Regno Unito, dal Nord Europa alla Spagna, segnano ancora flessioni a due cifre. In picchiata sono la Russia coinvolta nella guerra (-83%) e la Cina chiusa per Covid (-89%). Le destinazioni più vicine ai livelli pre-Covid sono quelle di mare (anche se alla Versilia manca ancora il 20% delle presenze), seguite dalla montagna e dalla collina. Alle principali città d’arte, invece, resta ancora molta strada da fare, in particolare a Firenze (-77% rispetto al 2019) complice l’assenza degli asiatici che persiste. Il miglior risultato in assoluto è della Val d’Orcia (+13% sul 2019).

Raddoppiati gli stranieri, stabili gli italiani

Il recupero di presenze del 2022 nei primi otto mesi si attesta al +32,1% rispetto all’anno precedente. Il traino arriva dagli stranieri, che sono raddoppiati (col boom degli americani), mentre gli italiani (-0,9%), e in particolare i toscani (-5,7%), sembrano aver preferito altre mete. In particolare i turisti del Nord Italia – sottolinea il rapporto – sembrano essere stati attirati “dalla riapertura di mete internazionali, anche balneari, concorrenti della Toscana”, alcune con tassi di cambio molto favorevoli rispetto all’euro. “Occorre porre attenzione – dice l’Irpet – a un recupero di competitività su questi mercati”.

Il rischio di un cambiamento nella domanda turistica

Ma ancora più allarmante è il fatto che alcuni mercati come Russia, Giappone, Corea del sud e Cina potrebbero non tornare ai livelli del 2019 per molti anni, a causa della situazione geo-politica e sanitaria. “Emergono segnali di un cambiamento potenzialmente profondo nel modello di globalizzazione turistica – conclude l’Irpet – rispetto al quale occorrerà prestare attenzione”. Il rischio per il sistema toscano è grosso, perché i mercati extraeuropei erano quelli che trainavano la crescita di presenze e perché la spesa di questi turisti è più alta della media.

La ripresa potrebbe fermarsi

Le conclusioni dell’Irpet descrivono un quadro di incertezza legata al cambiamento della composizione della domanda turistica e alla crisi energetica e inflazionistica in corso, che potrebbero deprimere la domanda nazionale e regionale (che ancora rappresenta circa la metà delle presenze) e anche quella europea, e spingere gli operatori a chiudere le strutture in alcuni periodi dell’anno. Per questo – afferma Irpet – la ripresa dei flussi turistici in atto rischia di essere frenata, rimandando a data da destinarsi il recupero dei livelli di spesa e di flussi registrati nel 2019.

è stato in parte recuperato durante la primavera-estate

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Silvia Pieraccini

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