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Impresa

18 gennaio 2023

“Si apre un nuovo modello di collaborazione tra ricerca e mondo produttivo”

Lo spiega la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci in un intervento.

di Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università degli Studi di Firenze

L’avvio dei progetti di ricerca che sono stati selezionati per il finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) interpella direttamente il mondo accademico, gli enti di ricerca e le imprese per una nuova e fruttuosa sinergia.

In questa partita decisiva l’Università di Firenze giocherà un ruolo importante, conscia delle sfide che l’Italia deve cogliere nei prossimi tre anni per compiere le transizioni epocali che ci attendono, dalla digitalizzazione all’energia, dalla sostenibilità all’inclusione. Siamo stati selezionati in tutte le linee di finanziamento disponibili (Centri nazionali, Ecosistemi dell’innovazione, Partenariati estesi, Infrastrutture di ricerca ), a testimonianza della qualità della nostra ricerca e della rilevanza delle nostre proposte. I finanziamenti complessivi ammontano a quasi 170 milioni di euro, una massa critica che deve essere sfruttata al meglio per il progresso della nostra comunità e del territorio.

La sfida principale lanciata dagli investimenti del PNRR nella Missione 4, componente 2, definita “Dalla ricerca all’impresa”, è quella della ricerca applicata su temi di frontiera secondo un nuovo modello di collaborazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo. Segnalo con particolare soddisfazione che l’impatto del PNRR sul territorio toscano e nazionale si annuncia ampio e articolato.

Innanzitutto per il numero di aziende ed enti privati, in totale 85, coinvolti sin dalla fase di redazione delle proposte progettuali, in maniera che le iniziative di ricerca siano veramente indirizzate alle esigenze di innovazione delle aziende, innovazione di processo e di prodotto. Ma c’è di più: all’interno degli schemi di finanziamento, è previsto un budget per «bandi a cascata», rivolti ad enti esterni alla proposta progettuale, i cui destinatari naturali saranno, appunto, le aziende. Possiamo, perciò, prevedere che tra il 10 e il 25%, in media, dei finanziamenti assegnati a UNIFI andrà direttamente a enti e imprese del territorio.

I temi dei progetti sono di grande attualità: dai rischi ambientali alla mobilità sostenibile, dalla terapia genica e dai farmaci con tecnologia a RNA alle neuroscienze, dallo sviluppo delle tecnologie quantistiche alla Cybersecurity, da un Made in Italy innovativo alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Mi piace ricordare che l’Ateneo fiorentino figura come leader di due iniziative nazionali. “THE – Tuscany Health Ecosystem” ha per scopo la crescita e il radicamento di un ecosistema per le scienze della vita nella nostra regione: vi partecipa, oltre a tutti gli atenei e gli istituti universitari toscani, anche Confindustria Toscana. Age-IT, uno dei Partenariati estesi di cui Unifi è capofila, ha come focus le conseguenze e le sfide dell’invecchiamento, tema affrontato nelle varie prospettive sociali, sanitarie e demografiche.

Il PNRR è, infine, un formidabile motore di innovazione anche attraverso il reclutamento e l’attrazione di giovani studiosi. Grazie ai finanziamenti ottenuti Unifi sta reclutando oltre 100 ricercatori a tempo determinato e ha bandito altrettanti posti nei dottorati di ricerca – in aggiunta a quelli già esistenti: personale qualificato e altamente formato che – secondo quanto prevede il PNRR – alla fine dei tre anni dovrà essere impiegato nelle aziende, diventando una risorsa preziosa ai fini dell’innovazione.

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