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16 gennaio 2023

Università di Firenze, il Pnrr con le imprese del territorio

Quasi 170 milioni complessivi di finanziamenti per i progetti dell’ateneo, oltre 200 dottorandi e ricercatori reclutati.

Un’opportunità enorme non solo per il più grande ateneo toscano, ma anche per le imprese del territorio: è questo il senso dei progetti del Pnrr in cui è coinvolta l’Università di Firenze, che sono stati tutti avviati nel pieno rispetto della tempistica prevista, come annunciato dalla rettrice Alessandra Petrucci in una conferenza stampa per fare il punto. Questi i numeri chiave: quasi 170 milioni di euro complessivi di finanziamenti, 109 nuovi ricercatori in ingresso, oltre 100 nuovi posti per i giovani in formazione per la ricerca.

“Il territorio dovrebbe essere un forte beneficiario di questi progetti del Pnrr – ha spiegato Petrucci -, perché attraverso la ricerca congiunta, svolta dall’Università di Firenze ma in stretta connessione con le imprese, quindi ad alto trasferimento tecnologico, le aziende stesse si ritroveranno ad avere la possibilità di conoscere tecnologie innovative che dovrebbero dare una spinta alla produzione, e poi quindi anche all’evoluzione del mercato”.

Fino al 25% di risorse alle imprese coi bandi a cascata

Fra i progetti principali, l’Università di Firenze è il soggetto proponente dell’ecosistema dell’innovazione denominato ‘The – Tuscany health ecosystem‘, che ha per scopo la crescita e il radicamento di un ecosistema per le scienze della vita in Toscana. L’Ateneo guida anche Age-It, uno dei partenariati estesi per attività di ricerca su conseguenze e sfide dell’invecchiamento. Sono in tutto 85 i partner di Unifi tra aziende ed enti privati. Oltre alle ricadute che i risultati delle attività di ricerca avranno sul sistema economico e sociale, una percentuale dei finanziamenti assegnati a Unifi (tra il 10% e il 25% in media, secondo l’ateneo) andrà direttamente a enti e imprese del territorio, attraverso i cosiddetti ‘bandi a cascata’.

“In tutti questi progetti le imprese sono direttamente coinvolte, quindi già ricevono fondi – spiega Marco Pierini, prorettore con delega al trasferimento tecnologico – e ricevono soprattutto il supporto dell’università per fare innovazione, per portare le loro idee e i loro prodotti verso il mercato. Questa è la grande sfida. Ci saranno poi i bandi a cascata, quindi ulteriori fondi ingenti ai quali potranno accedere le le imprese. Abbiamo avuto modo di reclutare 100 nuovi dottorandi e 109 ricercatori: il Pnrr vuole che alla fine dei tre anni queste persone vadano nelle imprese, quindi con un trasferimento di conoscenze e competenze in settori strategici. In settori dove le imprese dicono di non trovare le competenze, adesso ci saranno potranno essere”.

Centri Nazionali e Infrastrutture per la ricerca

I finanziamenti del Pnrr sono distribuiti attraverso alcuni strumenti come i Centri Nazionali per la ricerca, le Infrastrutture di ricerca, i Partenariati estesi, gli Ecosistemi dell’Innovazione. Oltre ad Age-It, gli altri 7 partenariati in cui Unifi è presente (con un finanziamento di 42 milioni) interessano rischi ambientali, naturali e antropici; scienze e tecnologie quantistiche; cultura umanistica e patrimonio culturale; cybersecurity; Made-in-Italy circolare e sostenibile; neuroscienze e neurofarmacologia; telecomunicazioni del futuro.

Le Infrastrutture di ricerca vedono l’Ateneo nel ruolo di co-proponente per neuroscienze; biologia strutturale; tecnologie di microscopia e di imaging anche medicale; riduzione dei rischi da frana e da disastri. Il finanziamento è di 17,4 milioni di euro. I Centri nazionali sono invece aggregazioni di università statali ed enti di ricerca vigilati dal Ministero. Il Pnrr ne prevede 5 dedicati alla ricerca di frontiera su simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; tecnologie dell’Agricoltura; sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna; mobilità sostenibile; biodiversità. L’Università di Firenze è soggetto affiliato a tutti i Centri, con un finanziamento complessivo di 24,5 milioni di euro.

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