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Impresa

30 marzo 2022

Ripresa 2021 solo a metà per l’artigianato (e si teme per il 2022)

I settori più in ritardo – moda, trasporti, agroalimentare – accusano ancora un gap in doppia cifra percentuale sul 2019.

Nel 2021 il sistema dell’artigianato in Toscana ha recuperato dallo “shock” della pandemia in maniera superiore alle aspettative, ma la ripresa ancora non compensa le perdite subite. E’ quanto emerge dallo studio di Ebret, l’ente bilaterale artigiano, secondo cui nella prima parte del 2021 è stata rilevata una crescita del 20,4% per le giornate retribuite, e del 22,8% per la retribuzione imponibile erogata ai lavoratori.

In entrambi i casi, secondo i ricercatori dell’ente, la crescita registrata non è stata comunque sufficiente per compensare le perdite registrate nel 2020. “In termini di giornate retribuite – afferma l’Ebret -, i ritardi più evidenti riguardano il sistema moda, i trasporti e l’agroalimentare a livello settoriale, con un gap rispetto al 2019 pari a circa il 10%, mentre a livello territoriale interessano le province di Grosseto (oltre il 20% in meno rispetto ai valori pre-crisi), Pisa, Arezzo e Firenze (fra il 10 e il 15% in meno)”.

Il rallentamento dell’economia mondiale, già manifestatosi verso la fine del 2021, non invita all’ottimismo per il 2022 delle aziende artigiane. Secondo l’Ebret, le variabili che pesano sono i tempi di uscita dall’emergenza Covid, i prezzi “fuori controllo” dell’energia e di altre materie prime, la crisi in Ucraina, e la prospettiva della stagflazione.

Occupazione ancora due punti sotto il pre-Covid

Nella seconda parte del 2021 l’occupazione artigiana è tornata a crescere (circa 2mila unità in più, a settembre 2021, su base annua), così come il numero delle imprese (+6,6% nell’annata). L’occupazione dipendente artigiana rimane però inferiore del 2,4% rispetto ai livelli pre-Covid, è riconducibile per lo più a forme contrattuali flessibili, ed è fortemente concentrata sotto il profilo settoriale, con un forte effetto traino dell’edilizia.

In Toscana sono stati quasi 90mila, l’80% del totale, appartenenti ad oltre 20mila imprese i lavoratori che hanno beneficiato degli interventi di integrazione al reddito assicurati dall’Ente Bilaterale attraverso il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Fsba). La quota è inferiore solo alle Marche (82%) fra le regioni a maggior tasso di occupazione artigiana, superando Piemonte (77%), Lombardia (73%), Veneto (65%) ed Emilia Romagna (64%). La sospensione dell’attività è stata superiore ai 180 giorni per il 41% delle imprese che hanno usufruito di tali risorse.

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