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13 dicembre 2023

Porto di Livorno, ok dalla Commissione Via-Vas alla Darsena Europa

Svolta nell’iter per la realizzazione dell’opera. L’Autorità portuale attende il dettaglio delle prescrizioni.

Leonardo Testai

L’iter per la realizzazione della Darsena Europa nel porto di Livorno arriva a un punto di svolta: la Commissione Via-Vas si è espressa favorevolmente, con prescrizioni, sul progetto per il potenziamento del più importante porto della Toscana. Un ok lungamente atteso: l’Autorità portuale aveva presentato l’istanza al ministero della Transizione ecologica (oggi, ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica) nel febbraio 2022, con la richiesta di una formula ‘a blocchi’ per istruire le parti del progetto già concluse e velocizzare i tempi, cercando di ottenere il semaforo verde alla Via nell’autunno dello stesso anno.

Il progetto, secondo il ministero delle Infrastrutture, vale 450 milioni di euro: a marzo 2022 è stato siglato il contratto d’appalto integrato da 377,4 milioni (con un raggruppamento di aziende formato da Sidra, Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, Sales e Fincosit) relativo alla progettazione e costruzione della prima fase della Darsena Europa, relativa alle opere pubbliche – una nuova grande diga, e lavori di dragaggio. Durante il completamento di queste opere saranno avviate le procedure di assegnazione per la realizzazione e gestione del terminal container, che avrà una banchina di 1,2 km e tutte le dotazioni necessarie per ospitare le navi di ultima generazione.

L’Autorità portuale attende le prescrizioni

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Luciano Guerrieri, che aveva preannunciato l’arrivo dell’ok in questi giorni, attende ora i dettagli dell’approvazione. “Non conosciamo il quadro prescrittivo – ha detto – e siamo in attesa di riceverlo. Va detto però che con l’approvazione dei giorni scorsi il progetto giunge comunque ad un importante giro di boa, e punta così in un’unica direzione: l’avvio della fase realizzativa di un’opera attesa da decenni da tutti gli operatori economici che gravitano intorno al porto di Livorno”.

“Soddisfazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini – afferma il Mit – per lo sblocco di un’opera che è un grande passo per lo sviluppo del porto e dell’economia del territorio”. E la soddisfazione è bipartisan: “Il via libera arrivato dalla Commissione Via-Vas è una novità importantissima”, dichiarano Emiliano Fossi, segretario Pd Toscana, e Francesco Gazzetti, responsabile infrastrutture, che ora chiedono di accelerare su “tutte quelle opere che servono per completare il sistema portuale livornese, a partire dalle connessioni ferroviarie necessarie per collegare porto e interporto, per le quali ci attendiamo dal Governo nazionale un veloce ripristino dei finanziamenti che sono stati cancellati”.

Esulta il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, secondo cui la Darsena Europa nel porto di Livorno “è l’opera fondamentale insieme al sottoattraversamento dell’Av di Firenze di questa legislatura”, ha affermato, ricordando che la Regione “è il maggior contributore del progetto della nuova banchina”, e dunque “il fatto di avere la Via dal Ministero ci consente di mettere in spesa i 200 milioni che rappresentano il più grande contributo per la sua realizzazione”.

Le opere da realizzare

Il progetto prevede, nella prima fase, la realizzazione delle opere pubbliche: verrà costruita una diga foranea esterna di 4,6 km, composta dal nuovo molo di sopraflutto (Diga Nord) e la nuova Diga della Meloria in sottoflutto (mentre quella vecchia verrà demolita). Verranno inoltre realizzate dighe interne per 2,3 km, a delimitare le nuove vasche di colmata (100 ettari) che si andranno ad aggiungere a quelle già esistenti (da 70 ettari) e già oggetto di un progetto di consolidamento.

Gli interventi di dragaggio sono finalizzati all’imbasamento delle nuove opere, all’approfondimento dei fondali del canale di accesso e alla realizzazione dei bacini e delle darsene interne. Complessivamente verranno dragati 15,7 milioni di metri cubi di sedimenti, che verranno escavati per portare i fondali all’ingresso del canale di accesso della Darsena a -20 metri e a -17/-16 metri negli specchi acquei (predisposti per raggiungere i -20). Il materiale da escavo verrà riversato nelle nuove casse di colmata, che andranno a diventare, nella una seconda fase del progetto, il futuro terminal ro-ro.

Le 293 osservazioni ambientali arrivate al Ministero hanno portato la struttura commissariale a produrre una consistente documentazione trasmessa a metà luglio, e successivamente integrata da indagini sullo stato di conservazione dei fondali, mappati con un elevato livello di dettaglio. Per il caro-materiali l’Autorità portuale ha ipotizzato un aumento potenziale del 40% dei costi di realizzazione delle opere marittime, dunque un costo ulteriore di 100-120 milioni di euro che andrebbe aggiunto ai 450 milioni di euro previsti per la parte pubblica.

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Leonardo Testai

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