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12 gennaio 2023

“Payback, ora la Regione deve dialogare con noi”

Confindustria Toscana chiede di aprire un dialogo con i produttori di dispositivi medici, chiamati a ripianare gli sforamenti della spesa sanitaria.

Silvia Pieraccini

“Finora non siamo stati convocati, ma sul payback sarebbe opportuno che la Regione instaurasse un dialogo con noi che produciamo dispositivi medici, invece di continuare a scontrarci sui giornali”. L’invito al presidente regionale Eugenio Giani arriva da Massimiliano Boggetti, coordinatore della Commissione Sanità di Confindustria Toscana (e presidente nazionale di Confindustria-Dispositivi medici), che da settimane sottolinea il rischio della norma nazionale – introdotta nel 2015 ma rimasta lettera morta fino al decreto Aiuti-bis di quest’anno – che prevede la contribuzione delle aziende produttrici di dispositivi medici (dai tamponi agli apparecchi diagnostici, dalle siringhe ai cateteri fino ai pannolini) nei casi di sforamento dei tetti di spesa fissati dal sistema sanitario. In Toscana, per gli anni 2015-2018, si tratterebbe di una somma vicina a 390 milioni di euro (su 2,2 miliardi dell’intero Paese), anche se Boggetti spiega che i calcoli sono sbagliati perché tengono conto non solo dei prodotti di consumo ma anche dei servizi (non soggetti a payback).

Pagamenti posticipati al 30 aprile

“Come fa una Regione come la Toscana, che sta investendo 400 milioni sulle scienze della vita con il Biotecnopolo e l’hub antipandemico di Siena, a richiedere gli stessi 400 milioni alle aziende rischiando di farle fallire?”, si domanda Boggetti criticando la veemenza con cui il presidente regionale continua a dire che le aziende devono pagare. Le richieste di pagamento inviate dalle Asl ai produttori di dispositivi medici, in effetti, sono partite da settimane (con scadenza fine gennaio), ma il 10 gennaio scorso il Governo con un decreto-legge ha posticipato al 30 aprile la scadenza per adempiere “all’obbligo di ripiano del superamento del tetto di spesa posto a loro carico”, attraverso versamenti a Regioni e Province autonome. Per gli industriali del biomedicale la proroga non risolve il problema, ma è vista solo come un mezzo per sedersi a un tavolo col Governo e trovare una soluzione.

I “piccoli” chiedono di essere esclusi dal payback

Applaudono alla proroga Confartigianato Toscana Odontotecnici e Cna Sno Toscana, che però ora chiedono di escludere le piccole imprese dai pagamenti del payback e di annullare le richieste che i laboratori odontotecnici hanno ricevuto dalla Regione. “Le istituzioni devono comprendere le differenze tra i laboratori odontotecnici e gli altri produttori di dispositivi medici, come quelli monouso fatti in serie”, sottolineano spiegando che gli odontotecnici realizzano protesi su misura del paziente che non sono comprese tra le prestazioni dei livelli essenziali di assistenza (Lea) che il servizio sanitario è tenuto a fornire a tutti i cittadini.

In arrivo le decisioni del Tar Lazio

In questo scenario caotico, sono in arrivo le prime sentenze del Tar Lazio sui ricorsi fatti dai produttori di dispositivi medici, che hanno chiesto la sospensiva dei pagamenti lamentando, in molti casi, l’errato calcolo di quanto dovuto. Il dubbio adesso è se la proroga al 30 aprile prevista dal Governo determinerà uno slittamento anche nelle decisioni dei giudici.

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Silvia Pieraccini

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