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Industria

12 giugno 2023

Nuovo Pignone, la Regione supporta l’espansione di Avenza

Si allarga l’intesa già sottoscritta da azienda e Comune di Carrara a fine 2022: da 19 a 27 aree per assemblare i moduli.

Un supporto dal punto di vista amministrativo e urbanistico, ma anche una chiave per poter convogliare fondi europei sullo sviluppo di Baker Hughes-Nuovo Pignone in Toscana: è questo il significato dell’intesa che l’azienda ha sottoscritto con la Regione Toscana e il Comune di Carrara per l’espansione delle attività di assemblaggio di moduli industriali ad Avenza, a Carrara.

Siglata a pochi giorni dalla presentazione delle nuove linee produttive a Massa (investimento da 6 milioni, con una trentina di nuovi posti di lavoro in vista), è una versione aggiornata dell’intesa che Baker Hughes e il Comune avevano già firmato alla fine del 2022, con il medesimo obiettivo. Le nuove commesse da operatori mondiali del settore per la produzione di energia elettrica e per la liquefazione di Gnl hanno infatti spinto Baker Hughes a progettare nuove aree produttive e logistiche nel sito apuano, con la richiesta di alcuni interventi alla viabilità nell’area.

“Assoluta sintonia con le istituzioni”

“Questo protocollo di intesa contribuisce a favorire le condizioni perché Baker Hughes possa consolidarsi ulteriormente nel territorio apuano e, più in generale, in Toscana, territorio in cui siamo ben radicati”, ha affermato Paolo Ruggeri, vicepresidente di Nuovo Pignone. “Abbiamo la necessità di ampliare – ha detto -, possibilmente nel prossimo futuro, gli spazi disponibili: tutto questo si inquadra in un contesto di assoluta sinergia e sintonia con le istituzioni, non è solamente sugli aspetti tecnici del produrre, ma anche sugli aspetti tecnici delle competenze che servono oggi e che serviranno domani per riuscire a produrre in maniera sempre più competitiva e sostenibile”.

“La presenza della Regione Toscana tra i firmatari dell’impresa dà una ‘patente’ di interesse pubblico maggiore al progetto da un punto di vista urbanistico”, ha spiegato il presidente della Regione, Eugenio Giani, ricordando che Baker Hughes, erede della storia di Nuovo Pignone, “dà lavoro, grazie ai due stabilimenti di Firenze e Massa e al sito di Avenza, a oltre 4.500 persone, e rappresenta un punto di riferimento per l’economia dell’intera Toscana”. Gli investimenti di Baker Hughes nel territorio di Carrara, dunque, “rappresentano un investimento sul futuro industriale dell’intera regione”, si legge nelle premesse al protocollo.

Da 19 a 27 aree per costruire i moduli (entro il 2024)

Il Comune di Carrara, dal canto suo, si impegna ad approvare in tempi brevi una variante urbanistica ritenuta essenziale, che riguarda le aree oggetto di espansione. Baker Hughes ha presentato al Comune un’ipotesi di piano di espansione delle aree produttive che dovrebbe concretizzarsi entro il biennio 2023-24 e che, una volta ultimato, consentirà di passare dalle attuali 19 aree per le costruzioni dei moduli a 27, con ricadute positive anche a livello occupazionale per il territorio.

“All’inizio del nostro mandato, circa un anno fa – ha affermato la sindaca Serena Arrighi -, sono state molteplici le occasioni di collaborazione con questa azienda che ha dimostrato di ben comprendere l’importanza di integrarsi con il territorio. Tra i punti su cui abbiamo lavorato, vi sono anche idee relative al mondo scolastico e alla mobilità sostenibile, al fine di coinvolgere sempre di più tutto il territorio ed i lavoratori”.

L’intesa, che ribadisce la volontà e l’impegno dell’azienda ad investire sul territorio, è stata accolta con grande soddisfazione da Confindustria Toscana. “Baker Hughes è uno dei campioni della nostra economia di cui andiamo orgogliosi”, ha affermato il presidente Maurizio Bigazzi, ricordando che “le proficue sinergie che sta attivando con tutto il territorio, sono attestate anche dalla sua capacità di attivare collaborazioni importanti pubblico-privato, anche sul fronte della formazione. Penso a Big Academy, agli accordi con le università o all’Its Prime; esperienze e realtà che testimoniamo un impegno a formare le nuove figure professionali che l’industria cerca, ma spesso non trova”.

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