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21 giugno 2023

Miniconf compie 50 anni e amplia il portafoglio di marchi

L’azienda fondata nel 1973 da Giovanni Basagni in Casentino è diventata leader in Italia nella moda bimbo: 70 milioni di fatturato 2022.

Silvia Pieraccini

Nata nel 1973 in un paese del Casentino che ha 700 abitanti, Ortignano, e diventata il motore economico e sociale del territorio, l’azienda di abbigliamento junior Miniconf, fondata da Giovanni Basagni (“realizzai tremila camicie per un grossista”, racconta), compie 50 anni alla fiera fiorentina Pitti Bimbo e guarda a nuovi traguardi, dopo aver conquistato la leadership come specialista italiano del segmento bambino.

Ampliare il polo di fascia premium

Nel 2022 Miniconf ha realizzato 70 milioni di fatturato, in crescita del 20% sul 2021 (e del 6% sul 2019 pre-Covid); quest’anno prevede di confermare lo stesso livello di ricavi, per poi accelerare nel 2024, nonostante un mercato complicato e le nascite scese sotto quota 400mila in Italia, dove l’azienda vende ancora l’85% della produzione. Oggi Miniconf possiede i marchi propri iDo, Sarabanda e Dodipetto, con i quali presidia la fascia media, e le licenze Ducati e Superga, che si posizionano nella fascia premium, medio-alta. “Stiamo pensando di ampliare questo polo di fascia premium – spiega Basagni, che per festeggiare i 50 anni dell’azienda ha organizzato una sfilata al Pitti Bimbo – magari con un marchio nostro, da acquisire. Le aziende specialiste del bambino purtroppo sono rimaste poche, e il mercato oggi è dominato dalle catene e, nella fascia lusso, dalle collezioni kids dei grandi marchi”.

Il 75% dei marchi che espongono a Pitti Bimbo arriva dall’estero

Alla 97esima edizione del Pitti Bimbo che si tiene alla Fortezza da Basso fino a venerdì 23, i marchi che presentano le collezioni per la primavera-estate 2024 sono 230, per il 75% provenienti dall’estero. L’industria italiana dell’abbigliamento, intimo e accessori 0-14 anni nel 2022 ha visto crescere il fatturato del 4,3% a 3.184 milioni di euro, recuperando dunque i livelli pre-Covid. Il traino è arrivato dall’export (1.465 milioni, +12,2%) che ora pesa il 46%.

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Silvia Pieraccini

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