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24 agosto 2023

La geotermia aspetta le nuove concessioni (e gli investimenti)

Il Dl Enti Locali ha prorogato di un anno, a fine 2025, la gestione di Enel Green Power. Ma ora serve una prospettiva a lungo termine.

Silvia Pieraccini

A ben guardare la situazione è simile a quella degli stabilimenti balneari, che hanno “congelato” gli investimenti in attesa di capire se le concessioni demaniali, sulla cui base operano, andranno in gara oppure no. Anche le 34 centrali geotermoelettriche di Enel in funzione sul Monte Amiata e in Valdicecina (nelle province di Siena, Grosseto e Pisa), che hanno una potenza installata di 916 megawatt e rappresentano il “tesoro” della Toscana dal punto di vista della produzione di energia rinnovabile (il 70% del totale regionale arriva dalla geotermia), hanno gli investimenti ancora in standby, nonostante la norma approvata dal Governo nelle settimane scorse.

La proroga delle concessioni di un anno non ha sciolto il nodo-investimenti

Col decreto legge Enti pubblici 51/2023, poi convertito nella legge 87/2023 del 3 luglio, è stata prorogata di un anno – dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025 – la scadenza delle concessioni minerarie in mano a Enel Green Power. La proroga è stata indicata come “il tempo strettamente necessario al completamento del riordino della normativa di settore”, afferma la norma, ma non ha chiarito il quadro e dunque non ha sbloccato gli interventi di ammodernamento delle centrali attesi da anni e rivendicati dai sindaci geotermici. Ora il Governo sta dialogando con l’Unione europea (e con la Regione Toscana) per capire se è necessario mettere all’asta le concessioni, o se è possibile procedere a una proroga di 10-15 anni come chiedono, oltre all’Enel, anche i Comuni geotermici e i sindacati proprio per sbloccare gli investimenti e rilanciare territori periferici e bisognosi di sviluppo.

Enel promette tre miliardi per costruire due nuove centrali e innovare quelle vecchie

La proposta presentata da Enel Green Power alle comunità locali e ai sindacati prevede investimenti per tre miliardi di euro a fronte di una proroga di 15 anni delle concessioni. Tra il 2024 e il 2030 il gruppo energetico – come si spiega sul Sole 24 Ore in edicola oggi, 24 agosto – si impegna a realizzare due nuove centrali geotermoelettriche, per una potenza installata di 200 megawatt, e ad ammodernare le attuali centrali (l’ultima entrata in funzione risale al 2014), dai macchinari all’installazione delle torri ibride fino al potenziamento degli impianti Amis per l’ulteriore abbattimento dell’idrogeno solforato e del mercurio. Questi investimenti, secondo le previsioni, consentiranno di non aumentare le emissioni in atmosfera nonostante i 200 megawatt in più, e sarebbero affiancati da altri investimenti in sostenibilità, dagli impianti di teleriscaldamento ai percorsi turistici. Per la Toscana, che dalla geotermia ricava sei miliardi di kilowattora di energia elettrica, pari a un terzo del fabbisogno regionale, oltre al calore che riscalda abitazioni (13mila persone), serre (30 ettari), aziende (un’ottantina sono quelle dell’indotto), e attira turisti appassionati di geotermia (60mila all’anno), sarebbe un passo ulteriore verso quella transizione energetica che è ancora lontana.

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Silvia Pieraccini

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