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29 gennaio 2024

I distretti toscani dimezzano l’export nel terzo trimestre 2023 (e non è finita)

Tra luglio e settembre la crescita si ferma al +3,7%. Nei primi nove mesi +6,7% salvati dalla farmaceutica che ha fatto boom.

Silvia Pieraccini

Immagine di Freepik

Dalla moda al vino, dalla carta al marmo fino al mobile e alla meccanica, il paniere dei distretti tradizionali e dei poli industriali caratteristici (come la meccanica) della Toscana ha rallentato la marcia delle esportazioni nei primi nove mesi del 2023. Lo dice il Monitor dei distretti della Toscana elaborato ogni tre mesi dalla direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo.

Da luglio a settembre le vendite all’estero crescono del 3,7%

Il terzo trimestre dell’anno l’export toscano si è fermato a +3,7% tendenziale, un valore non solo inferiore all’inflazione ma quasi dimezzato rispetto al +6,2% del secondo trimestre e notevolmente al di sotto del +10,5% del primo trimestre. Considerando la frenata subita dall’economia nell’ultimo trimestre, c’è il rischio che il 2023 si chiuda senza crescita. Il consuntivo distrettuale dei primi nove mesi si ferma a +6,7% (contro il +8,5% dell’intero export toscano, diffuso dall’Istat nel dicembre scorso).

Male la moda, i vini, la carta, il marmo

A frenare sono stati i distretti della pelletteria e calzature di Firenze (-10,7% l’export in valore nei primi nove mesi 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); l’abbigliamento di Empoli (-7,8%), il tessile-abbigliamento di Prato (-5,8%); la concia e calzature di Santa Croce (-8,8%); le calzature di Lucca (-14%) e di Lamporecchio (-1%). Ma anche i vini dei colli fiorentini e senesi (-7,1%); la carta di Lucca (-5,9%); il marmo di Carrara (-6,7%); il mobile imbottito di Quarrata (-11,8%); le macchine per l’industria cartaria (-14,9%).

Bene i gioielli, gli yacht, i camper ma, più di tutti, la farmaceutica

Proseguono la marcia invece le produzioni aretine, dall’oreficeria (+4,1% nei primi nove mesi) al tessile-abbigliamento (+5,6%) fino alla pelletteria e calzature (+12,1%). Bene anche gli yacht di Viareggio (+16%); i camper della Valdelsa (+29,4%); il meccanotessile di Prato (+33%). Ma il vero traino, ancora una volta, è dato dalla farmaceutica – il cui export cresce del 60% superando 5,2 miliardi di euro – e, in misura e peso minore, dal biomedicale di Firenze (+35,9% a 338 milioni). Quello della farmaceutica (che in Toscana non è un distretto industriale ma un polo di aziende concentrate nelle province di Firenze, Lucca, Siena) è una corsa che sta continuando da anni. Nel 2023 – rileva Intesa Sanpaolo – il mercato che ha sostenuto l’exploit è stato quello americano, e l’azienda che viene subito in mente è la Lilly di Sesto Fiorentino, impegnata in una crescita senza precedenti.

Le attese per il 2024 non sono brillanti

Nel complesso l’export distrettuale dei primi nove mesi rilevato da Banca Intesa sfiora i 23 miliardi, sui 42,4 miliardi realizzati all’estero dall’intera toscana. Le attese per il 2024 “non sono così brillanti come l’ultimo biennio”, afferma Intesa Sanpaolo, anche se il direttore regionale Toscana e Umbria, Tito Nocentini, si mantiene fiducioso: “I distretti della Toscana confermano anche nel 2023 una buona tenuta, grazie alla loro elevata competitività, alla qualità distintiva delle produzioni, ma soprattutto alla capacità di cogliere le evoluzioni in corso e di trasformare il proprio business in ottica Esg”.

Autore:

Silvia Pieraccini

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