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28 novembre 2023

Geotermia, col Dl Energia la Regione apre al tavolo con Enel

Per l’eventuale proroga (senza gara) delle concessioni dovrà essere valutato entro giugno 2024 un piano di investimenti.

Leonardo Testai

Il Dl Energia varato dal governo allontana la prospettiva delle gare per le concessioni nel campo della geotermia in scadenza nel 2025 – ora detenute da Enel Green Power: il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri, infatti, prevede la possibilità che le Regioni possano concedere una proroga delle concessioni fino a 20 anni, a fronte di un piano pluriennale di investimenti. Di fronte alla svolta normativa, la Regione Toscana apre di fatto a una trattativa con il gestore sui contenuti del piano, da presentare entro il 30 giugno 2024, con l’appoggio dei Comuni geotermici che chiedono di essere coinvolti nella definizione delle strategie di sviluppo locale per la valutazione dei piani di investimento.

Gli investimenti necessari alla concessione della proroga riguardano interventi di manutenzione e di miglioramento tecnologico degli impianti, anche volti alla riduzione delle emissioni; interventi minerari per recuperare il declino naturale del campo geotermico; interventi per la sostenibilità ambientale, comprensivi di misure volte alla tutela e al ripristino ambientale dei territori interessati dalla concessione di coltivazione; interventi per la realizzazione di nuovi impianti di produzione e le attività minerarie a essi connesse, ovvero per il potenziamento degli impianti esistenti; misure per l’innalzamento dei livelli occupazionali nei territori interessati dalla concessione di coltivazione.

Verso la trattativa fra Enel Green Power e le istituzioni

“Se vi è un’offerta di piano degli investimenti da parte del gestore tale da far stringere un rapporto diretto con la Regione, che è competente in materia e che ascolterà in ogni momento e i Comuni interessati delle due zone geotermiche della Toscana, noi valuteremo i cinque punti in cui si articola il piano degli investimenti”, ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione. “Le concessioni di cui stiamo parlando non sono transitorie, ma di 20 anni – ha sottolineato -, per cui la Regione, insieme ai Comuni, potrà chiedere contropartite rilevanti a beneficio dei territori interessati”.

Enel Green Power, dal canto suo, sceglie il profilo basso e non commenta la novità normativa: ma il piano nelle sue linee fondamentali c’è già, affermano con discrezione fonti vicine al dossier, e sarà reso noto nel momento in cui la Regione chiederà formalmente l’apertura della discussione. La proposta presentata tempo addietro dal gestore alle comunità locali e ai sindacati prevedeva investimenti per tre miliardi di euro – con la realizzazione di due nuove centrali geotermoelettriche, l’ammodernamento delle attuali, il potenziamento degli impianti Amis per l’ulteriore abbattimento dell’idrogeno solforato e del mercurio, e altri investimenti in sostenibilità – a fronte di una proroga di 15 anni delle concessioni. Delle 34 centrali geotermoelettriche di Enel Green Power, 16 sono in provincia di Pisa, 9 nella provincia senese e 9 nel territorio provinciale di Grosseto.

I Comuni esultano: “Finalmente ascoltati”

“Dopo molto tempo la nostra voce è stata ascoltata con attenzione dal Governo – afferma Ilaria Bacci, sindaca di Pomarance, in rappresentanza dei Comuni geotermici – e la nostra esperienza concreta sul tema della geotermia è andata a favorire l’adozione di una soluzione equilibrata. Ora chiediamo ad Enel di muoversi convintamente nel più breve tempo possibile per presentare il piano degli investimenti aggiornato, confidando che il nuovo amministratore delegato, Flavio Cattaneo, assieme alla struttura di Enel Green Power, colga l’occasione propizia e chiediamo soprattutto alla Regione Toscana di mettere da parte indugi e divisioni e procedere con la massima celerità a valutare e approvare il piano: ne va della sicurezza energetica dell’Italia e delle economie di ampie parti del territorio regionale”.

Il sindaco di Santa Fiora e delegato Anci di settore, Federico Balocchi, ha sottolineato che l’associazione “non è mai stata d’accordo ad una proroga ‘a occhi chiusi'”, proponendo che fosse legata ad un piano di sviluppo sociale, economico e lavorativo, oltre che produttivo. Dunque si esprime soddisfazione per la scelta del Governo, che finalmente prende posizione sul tema e rende possibile la proroga a fronte della condivisione di un piano di sviluppo. Abbiamo proposto e riproporremo alcune integrazioni, ad esempio che anche le infrastrutture possano rientrare nel Piano fra le azioni di mitigazione e investimento sul territorio”.

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Leonardo Testai

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