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04 dicembre 2023

Firenze Convention Bureau diventerà “Fondazione entro i primi mesi del 2024”

Lo annuncia il presidente dell’ente Jacopo Vicini, che spiega anche che “il 2023 è stato un anno di ricco soddisfazioni”. Ecco l’intervista.

Silvia Gigli

Giovanni Bettarini, Carlotta Ferrari, Jacopo Vicini

Jacopo Vicini, classe 1986, è da pochi mesi alla guida del Convention Bureau. In una fase delicata in cui la mission è trasformare la struttura in una fondazione. Abbiamo voluto parlare con lui per capire a che punto siamo e dove sta andando il Convention Bureau.

Come si sta muovendo in questi primi mesi di attività da presidente?

Mi sto concentrando sul processo di trasformazione in Fondazione. Non appena avremo concluso potremo lanciare qualche novità, come ad esempio il progetto di aprire una quinta divisione che si occupi di eventi sportivi, come già fanno altre città italiane. Sono mesi di grande lavoro e impegno, ci siamo dati un obiettivo davvero ambizioso anche per i tempi stretti che ci siamo prefissati. Oltre al lavoro che stiamo conducendo, sto approfondendo la conoscenza dei tanti soci, realtà di grande rilievo, in continua crescita, che contribuiscono a fare di Firenze una città all’avanguardia.

Che prospettive vede per la nascita della nuova Fondazione? Riuscirete a completare il percorso entro la fine dell’anno? In caso contrario, entro quando avverrà realisticamente questo passaggio?

Siamo convinti che Destination Florence Convention & Visitors Bureau sarà una Fondazione entro i primi mesi del prossimo anno. Stiamo lavorando senza sosta con un gruppo di lavoro ben affiatato, in una sinergia pubblico privato, con l’obiettivo dichiarato di iniziare il 2024 come Fondazione. Anche qualora l’iter subisse qualche rallentamento, ne approfitteremmo per massimizzare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soci. Non vediamo l’ora di poter dedicare tutta la nostra attenzione al programma di attività che ci siamo prefissati e che potrà essere ancor più valorizzato proprio in virtù del nuovo assetto.

Quali sono, nel concreto, le novità che potrete mettere in campo grazie alla Fondazione? Ci può spiegare, nel dettaglio, cosa comporterà questo passaggio?

Ciò che cambierà saranno gli strumenti a nostra disposizione, grazie a una partnership stabile e duratura tra pubblico e privato, con un aumento sensibile degli investimenti pubblici sia da parte del Comune sia della Città Metropolitana. Confido che il loro esempio sarà seguito dalla Camera di Commercio e che il numero dei soci sia destinato ad aumentare, così da poter strutturare azioni a lungo termine, necessarie per attrarre un turismo sostenibile e di qualità. Lo abbiamo ripetuto spesso, soprattutto ai nostri soci: l’anima di Destination Florence Convention & Visitors Bureau non cambia. Il team sarà sempre lo stesso, arricchito da nuove risorse, con la stessa ambizione di giocare un ruolo chiave nella grande partita del turismo fiorentino.

Quali risultati avete ottenuto, in questi ultimi mesi, a livello congressuale?

Il 2023 è stato un anno ricco di soddisfazioni, ma lo è stato in particolar modo per i risultati ottenuti a livello congressuale, che di fatto è da sempre il core business di ogni convention bureau. Abbiamo i numeri a testimoniarlo: grazie al lavoro costante, sviluppato anche negli anni più critici della pandemia, quest’anno abbiamo vinto ben 13 candidature, sviluppate per la maggior parte grazie al prezioso lavoro di squadra con Firenze Fiera, nostro principale partner congressuale. Si tratta di eventi e conferenze che si svolgeranno in città tra il 2024 e il 2028, richiamando circa 15.000 congressisti da tutto il mondo. Considerando non solo il soggiorno, ma tutta la filiera di operatori che operano in questo settore, stimiamo un impatto economico che sfiora i 30 milioni di euro per la città di Firenze. Senza contare gli oggettivi vantaggi del turismo congressuale: pianificazione, destagionalizzazione, gestione dei flussi. In poche parole: turismo di qualità. Ci tengo a sottolineare che il 13esimo congresso vinto, di cui abbiamo avuto conferma giusto qualche giorno fa, è stato ottenuto grazie a tre professori premiati come Ambassador nelle edizioni 2022 e 2023 del Florence Ambassador Award: il luminare Rino Rappuoli, Maria Grazia Pizza, professoressa di microbiologia all’Imperial College di Londra, l’immunologa Chiara Azzari. Un segnale di quanto sia importante supportare e sostenere il capitale umano rappresentato dalla nostra comunità accademico-scientifica, un investimento di valore per l’intera società.

Autore:

Silvia Gigli

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