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15 dicembre 2023

Confartigianato Firenze, Sorani lascia la presidenza

Al vertice dal 2016, l’imprenditore si è dimesso per impegni lavorativi non più conciliabili col ruolo. Al via la successione.

Alessandro Vittorio Sorani si è dimesso da presidente di Confartigianato Imprese Firenze, alla metà del suo secondo mandato. L’imprenditore 52enne, attivo nel campo della formazione professionale, della comunicazione e della consulenza sulla gestione delle risorse umane, ha lasciato l’incarico per impegni lavorativi non più conciliabili con il ruolo rivestito in associazione. Sorani era al vertice di Confartigianato Firenze dal gennaio 2016, dopo due mandati nel ruolo di vicepresidente vicario, ed era stato riconfermato nel 2022, dopo un mandato pieno di quattro anni e una prorogatio biennale per il periodo dell’emergenza Covid. Il secondo mandato da presidente sarebbe arrivato a scadenza nel 2026.

“Abbiamo deciso in modo assolutamente consensuale questa scelta di interrompere il mio mandato”, afferma Sorani, che parla di “decisione sofferta” dovuta a “impegni lavorativi sempre più importanti” e dunque inconciliabili. “Sono convinto di aver dato un contributo importante all’associazione – ha aggiunto – per renderla protagonista in città, e anche per contribuire ad aumentare il dibattito sul tema dell’artigianato. All’associazione, che lascio solida e compatta, auguro ovviamente il meglio, anche in virtù di un importante anniversario, perché nel 2024 Confartigianato compie i suoi 75 anni”.

“Siamo al lavoro per la nuova presidenza”

L’iter per la successione a Sorani è già avviato: “Nel rispetto dei tempi e dei ruoli, avremo la nuova presidenza, Confartigianato Imprese Firenze è sempre più solida e strutturata in tutto il nostro territorio”, afferma il segretario generale Jacopo Ferretti, a margine di vari confronti con la Giunta esecutiva, con i presidenti delle categorie, e con i dipendenti della struttura dell’associazione. “Le imprese artigiane della città e della provincia di Firenze – spiega – vivono un momento complesso, tra rincari, inflazione, insicurezza, al quale si è aggiunto l’alluvione di novembre, e c’è bisogno di noi. Per questo, siamo già al lavoro per il nuovo, o la nuova, presidente”. (lt)

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