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12 settembre 2023

Appalti pubblici in Toscana, boom degli importi nel 2022 (+75%)

Sfiorati i cinque miliardi di valore assoluto secondo i dati Irpet; il trend è positivo anche nel primo semestre 2023.

Leonardo Testai

La spinta del Pnrr e la dinamica inflazionistica che si è riverberata sul mondo delle costruzioni hanno contribuito a determinare un forte incremento degli importi totali degli appalti pubblici nel 2022 in Toscana. Secondo le anticipazioni del rapporto Irpet sui contratti pubblici, presentate in un convegno organizzato dalla Regione Toscana, gli importi degli appalti sono cresciuti del 75% rispetto al 2021 quando il valore complessivo era di 2,8 miliardi di euro, sfiorando dunque i cinque miliardi. Il trend prosegue nel 2023: nel primo semestre di quest’anno sono state avviate procedure per 2,4 miliardi di euro, con un aumento del 170% rispetto al primo semestre dell’anno passato.

Nel 2022, secondo i dati anticipati da Irpet, risultano più che quintuplicati i volumi delle procedure attivate per realizzare interventi su infrastrutture ferroviarie e per reti e impianti di distribuzione di energia elettrica. Gli interventi sull’edilizia scolastica sono aumentati del 57%. Gli interventi per progetti finanziati con il Pnrr-Pnc ammontano a 9,3 miliardi di euro, cioè 3.000 euro per ciascuno degli abitanti della regione: il loro impatto sul complesso degli investimenti in Toscana è pari al 27% contro una media nazionale del 20%, mentre il loro stato di avanzamento è del 39% contro il 35% in Italia.

“Il Pnrr non è dirimente, l’effetto-inflazione si attenua”

“Sono dati estremamente incoraggianti, che superano le attese”, afferma Giuseppe Gori, ricercatore dell’Irpet, secondo cui “anche al netto di grandi opere che sappiamo ricadranno sul territorio toscano, in particolare il nodo Tav e le tramvie a Firenze”, l’incremento degli importi sarebbe del 35%, “quindi costituisce sostanzialmente un cambio di scala rispetto al passato, nonostante gli ultimi cinque anni siano stati anni di crescita”. L’apporto del Pnrr, sostiene, “non è dirimente nel determinare questa crescita forte”, e dunque “i progetti del Pnrr non sono andati a sostituire progetti delle amministrazioni, e l’attività amministrativa dei Comuni e delle altre stazioni appaltanti in qualche modo è andata avanti aggiungendosi a quella richiesta per il Pnrr”.

L’esplosione dei prezzi dei materiali, secondo Gori, “ha avuto un effetto forte sui ribassi di aggiudicazione, e sulla partecipazione delle imprese; ma è un effetto che sembra oggettivamente andare a scomparire, forse anche in parte complice l’attenuazione degli effetti di concorrenza esercitati dai bonus edilizi, che piano piano in prospettiva potrebbero liberare un po’ di offerta da parte delle imprese del territorio. Il problema principale rimane il fatto che la Toscana abbia un sistema di imprese di costruzioni estremamente piccole, che quindi risentono particolarmente sia delle dinamiche frazionistiche sia appunto di questo boom di domanda che c’è stati sia sul fronte privato che pubblico, e quindi è un sistema che fa più fatica a tenere il passo della domanda regionale”.

Effetto-anticipo sul nuovo Codice dei contratti?

Sul dato del primo semestre 2023, osserva il ricercatore, “può avere inciso sicuramente il Pnrr, ma anche un effetto di anticipazione legato all’introduzione del nuovo Codice dei Contratti pubblici. Dal 1 luglio è entrata in vigore la riforma e quindi è possibile, come già avvenuto nel 2016 con la precedente riforma, che le amministrazioni appaltanti anticipino una parte di contratti per non dover adeguarsi alla normativa troppo velocemente, già a luglio. Questo è un effetto ancora da verificare, ma c’è stato un grande incremento dei contratti a giugno”.

In generale, per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale alla semplificazione e ai rapporti con gli enti locali, Stefano Ciuoffo, i dati Irpet “testimoniano la vitalità del nostro tessuto economico, ma rappresentano anche “un segnale di efficienza e capacità di investimento da parte della Pubblica amministrazione, di cui la Regione è parte fondamentale”.

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Leonardo Testai

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