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10 gennaio 2023

“Aeroporto di Firenze, fra un anno i lavori per la pista”

L’ad di Toscana Aeroporti Roberto Naldi fissa la data per l’avvio delle opere, e pensa già ai vertiporti per i droni.

Leonardo Testai

Terminato il dibattito pubblico sul masterplan di potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista da 2.200 metri, “l’obiettivo è cominciare i lavori a gennaio 2024, i tempi burocratici dicono questo”. Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, ha indicato questa data in occasione della presentazione della relazione conclusiva del dibattito pubblico sull’opera, con i rappresentanti delle istituzioni locali e di Enac. E ha rivelato l’intenzione di ospitare anche a Firenze e Pisa dei “vertiporti”, aree attrezzate per velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticali, come droni per trasporto passeggeri o merci.

“Stiamo facendo di tutto per presentare in 30 giorni la relazione – ha detto Naldi, riferendosi al dossier sulle determinazioni finali di Ta dopo il dibattito pubblico – insieme con l’Enac si possa avviare il percorso di Vas/Via, e successivamente a fine estate si possa partire col percorso della conferenza dei servizi, tutto in linea coi tempi che prevede la legge. In questo mondo un mese o tre mesi in più o meno dipendono da tanti fattori”. Alcune delle indicazioni emerse, relative ad esempio ai collegamenti ciclabili con Sesto Fiorentino, “le stiamo esaminando, e a queste daremo risposta”, ha aggiunto l’ad di Toscana Aeroporti, osservando che dei 38 punti evidenziati “la metà sono conferme delle risposte che abbiamo già dato, e molte delle altre 16 sono maggiori specificazioni”.

“Impossibile chiudere Firenze e portare tutto a Pisa”

“L’unica proposta alternativa è non fare l’aeroporto, ma questo non è parte del dibattito pubblico”, ha osservato Naldi. Anche Enac, del resto, non prende in considerazione tale prospettiva, ventilata da alcuni movimenti e forze politiche. “Non è possibile chiudere Firenze e portare tutto il traffico su Pisa”, ha affermato Claudio Eminente, direttore centrale Programmazione economica e sviluppo infrastrutture dell’ente. “Pisa si svilupperà, così come previsto dal suo piano di sviluppo, così come si svilupperà Firenze, nelle modalità che andremo a valutare quando il piano di sviluppo ci verrà trasmesso”.

Anche la parte relativa all’attività cargo, ha spiegato Eminente, “potrà essere sviluppata coerentemente con le limitazioni operative che sono in essere negli aeroporti di Firenze e Pisa”. Per il dirigente di Enac, “Pisa ha una aspettativa maggiore per quanto riguarda il cargo, ma anche Firenze potrà avere la sua quota parte di sviluppo delle attività, compatibilmente con l’infrastruttura e gli aspetti vincolistici di varia natura”.

Embraer vuole sperimentare droni a Firenze

Ma nello sviluppo futuro dei due scali toscani c’è spazio anche per due vertiporti, ha annunciato Naldi: “Stanno tutti quanti lavorando per inserire all’interno degli aeroporti una previsione di vertiporti, e quindi anche noi lo abbiamo fatto”, ha detto, spiegando che “stiamo lavorando e stimolando tutti i produttori: e alcuni di questi, Embraer per primo, ci hanno detto che vorrebbero fare una sperimentazione a Firenze subito, perché gli interesserebbe subito farlo con i mezzi che loro stanno mettendo in sperimentazione e in produzione”. Per l’amministratore delegato di Toscana Aeroporti “evidentemente questo succederà anche a Pisa, anche su Pisa sarà previsto un vertiporto, perché è evidente che i collegamenti fra Pisa e la Versilia, fra Pisa e l’Elba, potrebbero essere facilitati da questi mezzi”.

La relazione conclusiva del dibattito pubblico sul masterplan dell’aeroporto di Firenze, con la nuova pista, è stata inviata a Toscana Aeroporti e alla Commissione nazionale per il dibattito pubblico (Cndp): secondo le normative in vigore, nessuna delle domande né delle risposte ha valore prescrittivo, bensì istruttorio in vista delle successive fasi progettuali e autorizzative. Entro 30 giorni Toscana Aeroporti valuterà i risultati e i suggerimenti emersi nell’ambito del dibattito pubblico, e illustrerà all’interno di un dossier conclusivo le proprie determinazioni finali in merito all’intervento proposto.

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Leonardo Testai

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