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08 febbraio 2023

Acquisto dei crediti in edilizia, la Regione ci pensa

Palazzo Strozzi Sacrati sta studiando la possibilità, mentre Sardegna, Basilicata e Piemonte si stanno già muovendo.

Fra le Regioni, Sardegna e Basilicata si stanno muovendo, così come il Piemonte, mentre la Provincia di Treviso è stata la prima in assoluto ad agire: la Toscana è più attardata, ma l’ingresso nel mercato dei crediti dell’edilizia, frutto dei bonus legati alle ristrutturazioni, è una opzione che Palazzo Strozzi Sacrati sta valutando. “Dobbiamo un po’ studiarla, magari anche insieme ad altre Regioni, perché può essere una cosa utile, una piccola valvola di sfogo”, spiega a T24 Leonardo Marras, assessore all’economia della Regione Toscana.

Il solo Superbonus 110% in Toscana ha attivato 3,9 miliardi di euro di investimenti (a fine 2022, secondo i dati Enea), per un totale di 28.431 asseverazioni tra condomini (2.952), edifici unifamiliari (14.159) e unità immobiliari funzionalmente indipendenti (11.320), mentre l’Ecobonus tradizionale, a sua volta, ha attivato in regione dal 2014 al 2021 investimenti per un totale di 1,9 miliardi. Provando a fissare un rapporto fra il totale degli investimenti e i crediti incagliati pari a quello registrato in Basilicata (circa 200 milioni su 886 milioni per il Superbonus), si potrebbe stimare per l’edilizia in Toscana un totale di crediti incagliati intorno al miliardo di euro, se non superiore contando anche i bonus facciate e il tradizionale bonus 50% per le ristrutturazioni.

Dal Consiglio regionale appelli alla Giunta

“Sulla scia di quanto fatto da altre Regioni, anche la Toscana deve dare il proprio contributo per agevolare lo sblocco del mercato dei crediti fiscali”, afferma la consigliera regionale Elisa Tozzi (Toscana Domani), che già a primavera 2022 aveva presentato una mozione – approvata, con un emendamento del Pd – che impegnava la Giunta ad agire su Fidi Toscana per acquistare i crediti ancora in pancia alle imprese, alle banche e ai privati.

“Purtroppo questa ipotesi – ha detto Tozzi – si è arenata dinanzi al ridimensionamento della finanziaria regionale voluto dal centrosinistra. A questo punto, per venire incontro alle esigenze di imprese, professionisti e committenti, non resta che un intervento diretto della Regione”. Così Marco Stella, capogruppo di Forza Italia in Palazzo del Pegaso, ha presentato a sua volta una mozione che impegna la giunta ad acquistare i crediti delle banche.

Le mosse degli altri: decongestionare i plafond delle banche

La Provincia di Treviso ha compiuto un’operazione, in ambito locale, per acquistare i crediti corrispondenti al Superbonus e agli altri bonus edilizi, per usarli in compensazione dei propri oneri fiscali nei prossimi anni. In virtù di tale decisione, due piccole banche locali – prossime alla saturazione della propria capacità fiscale – hanno potuto cedere all’ente crediti Superbonus e bonus edilizi pari a 14,5 milioni di euro, e potranno dunque riprendere o incrementare gli acquisti di nuovi crediti da famiglie e imprese.

Per quanto riguarda le Regioni, la Sardegna ha previsto nella propria legge finanziaria regionale l’acquisto dei crediti Superbonus dalle banche e al loro utilizzo in compensazione, e l’attivazione di un programma di garanzie che favorirà la negoziazione dei crediti tra privati, “nei limiti consentiti dalle norme e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate”. La norma, contenuta nell’articolo 10 della legge finanziaria, è stata introdotta su impulso di Ance Sardegna: da qui a tre mesi la Giunta regionale dovrà fissare con una delibera le modalità operative.

La Regione Basilicata ha a sua volta annunciato l’avvio di una ricognizione per valutare la fattibilità dell’acquisto dei crediti Superbonus e corrispondenti agli altri bonus edilizi, e del loro utilizzo in compensazione: al momento si stanno raccogliendo le informazioni sui crediti giacenti presso il circuito bancario. La Regione Piemonte ha annunciato che, attraverso la sua finanziaria FinPiemonte, intende acquistare dalle banche e dagli intermediari finanziari crediti per un importo di circa 50 milioni di euro all’anno: saranno acquistati, secondo quanto spiegato dalla Giunta, solo i crediti certificati dall’Agenzia delle Entrate, e non soggetti a contenziosi; non saranno acquistati i crediti dalle imprese private per evitare di dover condurre accertamenti e verifiche.

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