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31 maggio 2023

Lucca-Pistoia-Prato, la produzione industriale rallenta il ritmo positivo

Nel primo trimestre 2023 Confindustria Toscana Nord rileva un +0,3% in aggregato, in linea con il dato nazionale.

Dopo l’affievolimento della tendenza positiva visto già dall’ultima parte del 2022, nel primo trimestre 2023 rallenta ancora, fino a una situazione stagnante nel complesso, la produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato: la rilevazione del Centro studi di Confindustria Toscana Nord, che prende in esame un campione rappresentativo di imprese, evidenzia che rispetto allo stesso periodo del 2022 l’andamento vede un modestissimo incremento (+0,3%), sostanzialmente in linea con il dato nazionale. L’andamento nei singoli territori non presenta differenze enormi: si va dal +0,9% di Pistoia al -0,1% di Lucca, passando per il +0,3% di Prato in perfetta media regionale.

In un contesto che, secondo l’associazione, vede il sistema economico “al bivio fra possibilità di prosecuzione della crescita e timori di recessione, già conclamata in alcuni importanti paesi europei come la Germania”, le aziende di Lucca, Pistoia e Prato “hanno dovuto trovare un equilibrio fra la necessità di aumentare i prezzi, nel tentativo di mantenere i livelli di margine indispensabili per continuare l’attività, e conservare le quote di mercato. Una situazione di non facile lettura: solo a posteriori se ne potranno valutare gli effetti sugli equilibri economico-finanziari delle imprese”.

I territori nel dettaglio

A Pistoia, rispetto al primo trimestre 2022, l’andamento dei principali settori si presenta eterogeneo: chimica, plastica, lavorazione dei minerali non metalliferi -6,9%; meccanica +4%; alimentare -1,5%; carta -5,5%; mobile, che include anche i materassi, +26,1%; tessile -7%; calzature con -7,8%. “Nelle opinioni raccolte fra gli imprenditori – afferma Daniele Matteini, presidente di Confindustria Toscana Nord – compaiono indicazioni indirette positive, rappresentate dalle valutazioni sul probabile sviluppo dei livelli occupazionali”, ma “la carenza di manodopera lamentata dai colleghi e la difficoltà a reperire le professionalità necessarie alla lunga costituiranno un freno di cui non abbiamo bisogno. Il nostro impegno per avvicinare i giovani all’industria, informarli e formarli va appunto in questo senso”.

A Lucca i dati della carta e cartotecnica (+1,9%), del sistema moda (+3,4%) e della nautica (+5,8%) compensano le flessioni di metallurgia (-6,5%), alimentari (-6%), lapideo (-2,9%) e chimica-plastica (-0,5%). Il contesto in cui si muove l’industria lucchese – spiega il vicepresidente dell’associazione, Tiziano Pieretti – è quello, comune a tutti, di una porta stretta fra costi che si sono ridotti solo per alcune voci e prezzi che si fa fatica a spuntare in un mercato piuttosto stagnante”.

Prestazioni settoriali non uniformi a Prato, dove a fronte delle flessioni di tessile (-2,1%) e metalmeccanica (-1,1%) accelera l’abbigliamento e maglieria (+15,9%), con ulteriori aspettative di aumento della produzione nel trimestre in corso. “Quello che stiamo vivendo – osserva la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli – è un momento di incertezza e di transizione, condizionato dalle dinamiche costi-prezzi, dall’inflazione, da fattori molteplici che frenano i mercati. Le prestazioni delle imprese Prato in un momento particolarmente complicato per il settore moda possono dirsi all’altezza della situazione”.

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