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10 febbraio 2023

Terme di Montecatini, sì al concordato (e alla continuità aziendale)

Fallimento evitato grazie all’acquisto di immobili per 20 milioni da Regione, Comune e Fondazione CrPt. Ora l’affitto dell’azienda.

Silvia Pieraccini

Le Terme Tettuccio a Montecatini, comprate dalla Regione

Fallimento evitato. Il Tribunale di Pistoia ha ammesso il piano di concordato preventivo presentato dalle Terme di Montecatini, in mano al Comune e alla Regione (socio di maggioranza), schiacciate da 38 milioni di euro di debiti, di cui 27 in capo alle banche (che avevano presentato istanza di fallimento). Il piano concordatario si fonda sull’acquisto di alcuni immobili prestigiosi, per un totale di circa 20 milioni, deliberato dalla Regione Toscana (16,4 milioni per tre stabilimenti termali: il tempio dell’architettura Liberty Tettuccio, le Terme Regina e le Terme Excelsior), dal Comune di Montecatini (2 milioni di euro per le Terme Torretta) e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia (1,8 milioni per un altro immobile).

Obiettivo: soddisfazione dei creditori al 100%

Grazie a questo denaro fresco, e grazie alla futura vendita dei 25 immobili rimasti ancora nel patrimonio della società (dalle Terme Leopoldine alle Terme La Salute fino al complesso delle Panteraie, valutati nel complesso una ventina di milioni), i soci pubblici puntano a soddisfare al 100% tutti i creditori.

“La nostra proposta prevede il soddisfacimento totale dei creditori – spiega l’assessore regionale alle Partecipazioni, Stefano Ciuoffo, soddisfatto per la decisione del Tribunale così come il presidente della Regione, Eugenio Giani – adesso si tratterà di vendere il patrimonio immobiliare che è rimasto e di assicurare la continuità aziendale. Abbiamo voluto impedire la cessazione dell’attività proprio per evitare il deprezzamento, per conservare i posti di lavoro e per dare al nuovo soggetto che arriverà la possibilità di valorizzare”.

Avviso pubblico per la gestione termale

Il soggetto chiamato ad assicurare la continuità aziendale in questa fase sarà, con tutta probabilità, scelto con gara “per capire se ci sono altri interessati a parità di condizioni”, spiega Ciuoffo ricordando che la Regione aveva indicato nel piano concordatario la Croce Rossa toscana come gestore attraverso l’affitto di ramo d’azienda. Starà al commissario giudiziale, una volta nominato, indicare la strada da seguire e gli stabilimenti in cui proseguire l’attività termale.

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Silvia Pieraccini

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