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02 maggio 2022

Mascherine e Green pass, cosa cambia al lavoro (e non solo)

Anche in Toscana dispositivi di protezione non più obbligatori, ma decide l’azienda.

Mascherine non più obbligatorie sul posto di lavoro, a meno che l’azienda non decida diversamente, e niente più Green pass (tranne che in alcuni ambiti, con obbligo vaccinale che rimane fino a metà giugno per gli over 50), mentre non cambia la procedura di isolamento per i positivi Covid: 7 giorni per i vaccinati con tre dosi, 10 per i non vaccinati. Anche in Toscana dal 1 maggio sono entrate in vigore le nuove regole, fissate dal decreto del 17 marzo scorso: le associazioni di categoria raccomandano comunque agli associati di attenersi alle disposizioni adottate dall’aprile del 2020 per quanto riguarda i dispositivi di protezione, in attesa di quanto sarà deciso nel vertice del 4 maggio da Governo e parti sociali.

La svolta del 1 maggio rappresenta una nuova tappa verso il graduale ritorno alla normalità, in considerazione dell’impatto sempre meno grave del Coronavirus sui contagiati – e dunque, sul sistema sanitario regionale. In Toscana nella settimana 20-26 aprile, secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, si è registrata una performance in peggioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (1.359), con un aumento dei nuovi casi (20,9%) rispetto ai sette giorni precedenti, ma sono rimasti tranquillamente sotto media nazionale i posti letto in area medica (13,4%) e in terapia intensiva (4%) occupati da pazienti Covid. La percentuale di popolazione sopra i 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 4,7% (contro il 7,2% nazionale). Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose per le persone immunocompromesse è del 19,3% (media Italia 13,1%).

Mascherine al lavoro, decide l’azienda

In base al decreto del 17 marzo nei luoghi di lavoro, sia pubblici e privati, non è stato prorogato l’obbligo di utilizzo delle mascherine: i datori di lavoro, nel settore privato, se ritenuto opportuno, potranno però decidere di mantenere i protocolli vigenti che prevedono l’obbligatorietà di questi dispositivi di protezione. Per quanto riguarda gli uffici pubblici, l’uso delle mascherine Ffp2 viene raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, e in generale nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti.

Oltre alle mascherine ci sono novità anche sul Green pass, che in virtù del decreto del 17 marzo non sarà più richiesto per l’accesso al luogo di lavoro. Rimane l’obbligo vaccinale per gli over 50, che dura fino al 15 giugno 2022, ed è prevista sempre una multa una tantum da 100 euro: l’obbligo vale anche per le forze dell’ordine, le forze armate, il personale della scuola e delle università. Fino al 31 dicembre 2022 rimane l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle Rsa, e rimane obbligatorio il Green pass per visitatori in Rsa, hospice e reparti di degenza degli ospedali.

Niente più Green pass per convegni e congressi

Dal lato degli utenti, la mascherina non è più obbligatoria in bar e ristoranti, negozi e centri commerciali, parrucchieri, dall’estetista e in uffici pubblici, banche, poste, musei, discoteche. Niente Green pass, allo stesso modo, per bar e ristoranti anche al chiuso, e in attività come mense e catering continuativo, convegni e congressi, concorsi pubblici, mezzi di trasporto, spettacoli al chiuso ed eventi sportivi, centri benessere.

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