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Industria

26 maggio 2023

Lucca, il distretto della carta suona l’allarme sul riciclo

La proposta di regolamento europeo sugli imballaggi rischia di penalizzare i produttori di cartone ondulato. Confindustria Toscana nord si muove.

Silvia Pieraccini

Industria, scienza e politica si sono confrontate oggi, 26 maggio, a Lucca, chiamate a raccolta da Confindustria Toscana nord (Lucca, Prato, Pistoia), sulla proposta di regolamento europeo sugli imballaggi pubblicata nel novembre scorso che, con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, indica la prevalenza del riuso rispetto al riciclo, pratica su cui l’industria italiana ha investito molto soprattutto per carta, plastica e vetro, diventando leader in Europa: l’obiettivo Ue del 65% del riciclo totale entro il 2025 è già stato superato anche per la sola componente imballaggi (nel 2021 è sopra il 73%, dati Conai, mentre il riciclo totale supera l’82%).

L’industria del cartone da imballaggio utilizza carta riciclata

La prospettiva indicata dal regolamento Ue interessa da vicino il distretto cartario di Lucca dove, accanto alle aziende che producono carta igienica, rotoloni e fazzoletti (il cosiddetto tissue), ci sono quelle che fanno cartone ondulato in fogli e scatole utilizzando perlopiù la carta riciclata delle raccolte domestiche. Se a questi imballaggi in cartone dovessero essere preferiti quelli che hanno il requisito della riutilizzabilità – è stato spiegato – il distretto rischierebbe di trovarsi in grande difficoltà produttiva e vanificherebbe gli investimenti fatti dalle aziende e dalle multinazionali presenti sul territorio, come Ds Smith e Smurfit Kappa.

Riuso e riciclo sono complementari, dice Confindustria

“Il regolamento europeo non deve mettere in concorrenza il riuso e il riciclo, ma queste pratiche devono rimanere complementari”, ha sottolineato Fabia Romagnoli, vicepresidente di Confindustria Toscana nord con delega alla sostenibilità, supportata dai rappresentanti di associazioni confindustriali di settore come Assocarta (il componente del consiglio direttivo Massimo Basta), Assografici (il membro del consiglio di presidenza del Gruppo fabbricanti cartone ondulato, Gianluca Castellini), Assovetro (il direttore generale Walter Da Riz) e Unionplast (il presidente Marco Bergaglio, collegato da remoto). “Concordiamo sull’obiettivo generale della proposta di regolamento europeo – hanno detto tutti i rappresentanti dell’industria – ma riuso e riciclo devono stare sullo stesso piano e possono risultare preferibili l’uno all’altro, dal punto di vista ambientale e sociale, a seconda della situazione e sulla base di rigorose valutazioni scientifiche che l’Europa invece non ha fatto”. Uno studio scientifico lo ha presentato Fabio Iraldo della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, basato sul Life cycle assessment (Lca) di alcuni prodotti, dal quale si vede per esempio che i fusti in acciaio a rendere da 25 litri che contengono la birra distribuita a bar e ristoranti possono avere un impatto ambientale maggiore rispetto a fusti in pet a perdere da 20 litri, riciclati come plastica. “Sono necessarie prove scientifiche robuste a supporto di una soluzione o di un’altra”, ha precisato Iraldo.

L’incognita sul varo del regolamento Ue

La voce della politica è stata rappresentata dal deputato Andrea Barabotti, membro della commissione Attività produttive della Camera e relatore sulla proposta di regolamento europeo sugli imballaggi: “Nelle audizioni che stiamo svolgendo c’è la grande assenza del mondo scientifico – ha detto – che cercherò di colmare in accordo con gli altri componenti della commissione. Sono convinto che il principio che deve valere è quello della complementarietà delle pratiche, e che lo strumento migliore per raggiungere l’obiettivo della riduzione dei rifiuti dovrebbe essere la direttiva perché lascerebbe ai Paesi la scelta dei metodi da seguire”. Riguardo ai possibili tempi di approvazione del regolamento europeo, Barabotti ha ipotizzato due strade: o sarà approvato in questa forma entro l’autunno, oppure – visto l’incombere del “semestre bianco” europeo in previsione delle elezioni – sarà rimandato alla prossima legislatura.

Regolamento no, direttiva sì

La scelta dello strumento del regolamento, che a differenza della direttiva Ue entrerebbe in vigore direttamente negli Stati membri, senza necessità di essere recepito, è stata giudicata “inappropriata” anche da Confindustria nazionale nell’audizione parlamentare del 18 maggio scorso, in cui l’associazione ha avanzato critiche alla bozza di regolamento europeo e rivendicato il principio di neutralità tecnologica nella scelta degli imballaggi.

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Silvia Pieraccini

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